martedì 4 dicembre 2012

QUELLO CHE CONTA....


RODY MIRRI


Da  sempre l'uomo è spinto ad abbandonare i luoghi nativi per avventurarsi alla ricerca di terre sconosciute, ma dimentica spesso che non esiste luogo miracoloso se prima non si conosce se stesso.
"Partire è un pò morire" recita un detto, perche la partenza implica sempre l'abbandono di qualcosa,di una parte di noi, di un luogo famigliare, di persone care. Aprirsi all'altro, al nuovo è possibile solo quando i nostri confini sono già ben definiti in modo tale che il timore di fondersi e con-fondersi con l'altro venga meno, altrimenti capita di perdersi, e perdersi per poi ritrovarsi non è un viaggio semplice.
Un viaggio alla scoperta di se stessi, e di molte cose su di noi, sopratutte quelle che non conosciamo e che scopriremo, non sempre potrebbero piacerci.
Come sempre però in queste esperienze di vita quello che conta è il risultato.Quando si esce da una crisi o si è nel bel mezzo di un viaggio alla scoperta di se stessi bisogna ricordarsi sempre che quello che apprenderai andrà conservato sempre e tenuto come un prezioso tesoro e se desideri essere o sentirti una persona migliore nonostante le ingiustizie subite che ti hanno lasciato nel cuore e nell'anima cicatrici profonde che nessuno riuscirà a cancellare, per vincere questa sfida, devi studiare e insegnare a te stesso come utilizzare al meglio quello che la tua esperienza ti lascia come dono.
Come sempre le vere soluzioni sono sempre dentro di noi e non sempre scappando alla ricerca di qualcosa o qualcuno riusciamo nel nostro intento. Succede spesso che dopo aver viaggiato su tutte le strade del mondo, dopo aver visto meraviglie sconosciute ci accorgiamo che l'unica cosa che non abbiamo visto è la la goccia di rugiada scintillante nell'erba davanti all'uscio della propria casa.



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