venerdì 3 maggio 2013

RODY MIRRI, BILL CLINTON E LA MANCATA VISITA AL "GOLF CLUB RENDENA".

 Il giorno in cui Bill Clinton (quasi) sbarcò in Val Rendena: la verità dietro il grande bluff

Organizzare la visita di un ex Presidente degli Stati Uniti non è un’impresa facile. Farlo nel 2002, con le ferite dell’11 settembre ancora aperte, sembrava impossibile. Eppure, quel sogno fu a un passo dal diventare realtà, prima di infrangersi contro miopie politiche e ripicche personali. Chi perse davvero quell'occasione d'oro furono i dirigenti del Golf Club Rendena.
Tutto ebbe inizio nel 2002. Il direttore Emanuele Mariotti mi affidò l'organizzazione del taglio del nastro del "Golf Club Rendena". All’epoca facevo la spola tra Milano, Ibiza e Riccione. Avevo appena pubblicato il mio primo libro, "Il Triangolo del Potere", un testo sui retroscena dello spettacolo che mi era valso non poche antipatie da parte di chi voleva proteggere i propri segreti.
L'inaugurazione fu un successo straordinario di pubblico e critica. Coinvolsi come madrine Adriana Volpe, Ramona Badescu, Samantha De Grenet e la Miss Italia Arianna David. L'evento finì persino sulla piattaforma SKY, nel programma "Salute e benessere".
Visti i risultati, Mariotti, insieme al Presidente della S.p.a. Marcello Mosca e al Presidente dell'Associazione Golf Club Angelo Tisi, mi chiese un evento annuale di rilievo nazionale per qualificare la struttura. Mi inventai e nacque così il concorso "Miss Lady Golf". Alla cena di gala parteciparono autorità, giornalisti, il campione Costantino Rocca e volti noti della TV come Amedeo Goria. Il riscontro mediatico fu enorme, con ampi redazionali su riviste come Novella 2000.
Sull'onda del successo, Mosca e Tisi vollero osare di più per l'inaugurazione ufficiale: un ospite di fama mondiale. Accettai la sfida. Dopo aver valutato i contatti con Pavarotti e il Principe Alberto di Monaco, la scelta cadde su Bill Clinton, complice la sua nota passione per il golf.
Riuscire a portare un personaggio di tale caratura mondiale nel mio paese d'origine era un traguardo immenso: sarebbe stato un successo clamoroso a livello nazionale e internazionale, un'occasione di riscatto e orgoglio per tutta la comunità. Purtroppo, l'invidia si è dimostrata ancora una volta una brutta bestia. Per certi ambienti, vedere un simile traguardo firmato dal mio nome era semplicemente "troppo" da digerire.
Superando le rigidissime restrizioni di sicurezza post-Torri Gemelle, avevo comunque avviato le trattative con l’agenzia americana di Larry Walker (che gestiva anche Henry Kissinger). Walker scartava il 95% delle 50 proposte giornaliere che riceveva. Noi superammo la scrematura. Per gestire la mole di lavoro, coinvolsi Alessandro Bazzana della "Thelma Editrice" di Brescia.
Dopo mesi di risposte a centinaia di quesiti burocratici, pianificazioni di sicurezza blindate e trattative riservate, arrivò il contratto definitivo. I vertici del Golf Club firmarono una scrittura privata approvando il budget di 300.000 euro e versando una caparra di 50.000 euro con assegno della Banca di Trento e Bolzano.
Poi, il corto circuito. A contratto firmato, sorsero pretese assurde da parte dei vertici del club e di esponenti politici locali. Richiesero una sosta istituzionale a Trento e un intervento pubblico in Val Rendena. Con molta pazienza e amore per la mia terra, riuscii a far inserire queste clausole nel contratto americano. Ma le richieste assurde continuarono, palesemente usate come pretesto per farci desistere o per speculare oltre il dovuto. Alla fine, i vertici del club presero le distanze, venendo meno agli impegni firmati con scuse ridicole.
Di fronte a questo comportamento poco professionale, io e Bazzana, in una riunione formale con i vertici del club e l'avvocato Olivieri, decidemmo di dire basta e annullammo la visita di Clinton in Italia. Larry Walker ci ringraziò via email per l'assoluta professionalità dimostrata.
A distanza di oltre dieci anni, resta il rimpianto per un errore macroscopico commesso da una valle che vive di turismo. 300.000 euro erano una cifra importante, ma ampiamente coperta dagli sponsor. Se pensiamo a quanto si spende oggi per i ritiri calcistici, rinunciare a Bill Clinton fu sinonimo di una visione provinciale e priva di lungimiranza.
Peccato per chi ha voluto boicottare questa opportunità, perché la mia carriera è proseguita comunque, coronando altri importanti successi commerciali e professionali, del tutto indipendente dall'invidia e dai piccoli rancori altrui. Chi è rimasto fermo al palo, purtroppo, è il territorio.
Scrivo questo per fare chiarezza definitiva e smentire le troppe "interpretazioni" sul mio ruolo in questa vicenda. Ogni singola parola qui scritta è supportata da documenti cartacei incontrovertibili.
























giovedì 25 aprile 2013

Michelle Hunziker rischia il processo - RomagnaNOI

Michelle Hunziker


Michelle Hunziker rischia il processo -

Rody Mirri, rivincita contro «Striscia»

Ha la testa dura, da rendenero doc, Rodolfo - ma tutti lo chiamano da sempre Rody -  Mirri. Per un mese nel 2010 Michelle Hunziker e «Striscia la notizia» gli hanno sparato addosso bordate pesanti in prima serata. Lui ha tenuto duro. Tre anni dopo, a sorpresa, le parti si sono ribaltate. A finire nel registro degli indagati sono la  Hunziker (di cui Mirri fu il primo manager ma anche qualcosa di più come testimoniano molte foto scattate all'epoca tra Campiglio e Pinzolo), un inviato della trasmissione e i suoi aiutanti. Lui ha tenuto duro. Tre anni dopo, a sorpresa, le parti si sono ribaltate. A finire nel registro degli indagati sono la  Hunziker (di cui Mirri fu il primo manager ma anche qualcosa di più come testimoniano molte foto scattate all'epoca tra Campiglio e Pinzolo), un inviato della trasmissione e i suoi aiutanti . La presentatrice, a cui nelle settimane scorse è stato notificato dalla procura di Rimini un avviso di conclusione delle indagini, avrebbe offeso l'onore del talent scout trentino dicendo in trasmissione «che si doveva vergognare». Ancor più pesante il capo di imputazione contestato all'inviato di Striscia Max Laudadio che con altre tre persone è indagato per reati che vanno dalla violazione di domicilio alla diffamazione fino all'interferenza illecita nella vita privata. Per capire i contorni della vicenda bisogna fare un passo indietro e tornare al marzo del 2010 quando Mirri finì nel mirino di Striscia la notizia. Venne accusato di essere un «furbetto del quartierone», un millantatore, un conta balle e - peggio - addirittura un agente che cercava di approfittare delle ragazze che speravano di entrare nel mondo dello spettacolo. La cosa che stupì fu l'insistenza con cui «Striscia» tenne nel mirino Rody Mirri, oggetto di ripetuti, pesanti servizi. «Mi hanno sputtanato per un mese davanti a 8 milioni di spettatori - racconta lui - io in quel momento potevo solo resistere cercando di spiegare le mie ragioni. Sapevo che dopo il buio c'era però la luce. Non avevo nulla da nascondere, in tutti questi anni non ho mai ricevuto una sola denuncia. Reagii querelando quelli di Striscia. Non è tollerabile che una persona possa essere diffamata a quel modo in tv. Io ho le spalle larghe, due bravi avvocati e un po' di soldi e me la sono cavata. Ma un poveraccio qualsiasi infilato in quel tritacarne che fine avrebbe fatto?». Rody Mirri ha dovuto aspettare tre anni, ma alla fine ha avuto soddisfazione: l'avviso di conclusione delle indagini suona come il preludio ad una richiesta di rinvio a giudizio. I danni per il talent scout trentino sono stati notevoli: «Ho dovuto interrompere l'attività delle mie tre aziende con uffici a Shanghai, Roma, Milano e Riccione, è stato un momento difficile ma l'ho superato. Ora chiederò i danni a Striscia e a tutti i giornali che in quei giorni mi hanno sputtanato senza neppure chiedere la mia versione dei fatti». In tutta questa vicenda Mirri ha trovato però anche un aspetto positivo: «I miei amici - dice - mi sono stati vicini, non hanno creduto a quelle calunnie, soprattutto a casa mia. Torno ogni anno per trascorrere a Pinzolo giornate bellissime e lì tutti sono sempre stati dalla mia parte. Daltronde ricordavano quando Michelle Hunziker veniva in vacanza con me». Ma perché la presentatrice televisiva  avrebbe deciso di colpire Rody Mirri? «Non ho mai parlato male di Michelle - replica - e non lo farò neppure ora. Se mai si arriverà al processo, la risposta la darò in quella sede». Intanto  Mirri è tornato a una sua vecchia passione: la scrittura. «Sono a Venezia dove lavoro al mio sesto libro scritto a quattro mani con con Katharina Miroslawa». È l'avvenente  ballerina di night protagonista del «giallo di Parma» del 1986. Condannata come mandante, la donna è uscita dal carcere l'anno scorso. «Dopo aver lasciato la Giudecca - ci racconta Mirri - Katharina  mi ha chiamato per raccontare la sua storia. Io era stato il suo primo manager. Tra un mese saremo in libreria».

Un video da non perdere... https://www.youtube.com/watch?v=pPqz29tS7v0
                                          

AVVISO DI GARANZIA A MICHELLE HUNZIKER MAX LAUDADIO E ALTRI.......

Michelle Hunziker
http://www.nqnews.it/news/144995/Diffamazione__avviso_di_garanzia_a_Michelle_Hunziker.html

mercoledì 10 aprile 2013

SARA' TUTTO LEGALE,PERO'.......


Un articolo di Mario Giordano mi da lo spunto per una riflessione sulla giustizia nei nostri tribunali.

Sicuramente tutto sarà legale, ma trovo però aberrante che nei tribunali esistano pesi e misure diverse nel giudicare i  colpevoli, magari per gli stessi reati.
Ricordate Pietro Maso che vent'anni fa massacrò senza pietà i suoi genitori ? Oggi è libero a tutti gli effetti, ha una fidanzata,un lavoro,una casa.
Ruggero Jucker , il re delle zuppe che nel 2002 uccise con un coltello da sushi e dedurpò con sadismo il corpo della sua fidanzata correndo poi nudo in strada urlando "Io sono Bin Laden. Ora è definitivamente fuori dal carcere,libero.
Erika De Nardo e il suo fidanzato Omar massacrarono la mamma e il fratellino di lei. Ora sono liberi come fringuelli, lei ora passa il tempo giocando a pallavolo e lui lavora in un bar di Aqui Terme.
Ferdinando Carretta massacrò tutta la sua famiglia, inutile dire che è libero pure lui.
Potrei continuare con altri centinaia di esempi. Vero è che la nostra costituzione prevede che il carcere sia rieducativo e non punitivo. Ma se la rieducazione è una cosa seria, tutto dovrebbe completarsi con una giusta condanna e una rieducazione proporzionata alla gravità del fatto. Invece Pietro Maso che si è macchiato di un delitto orribile dopo dodici anni di carcere e cinque di semilibertà è un uomo libero. Ruggero Jucker e Erica De Nardo di anni ne hanno scontati in carcere solo dieci, Ferdinando Carretta che a Parma massacrò tutta la sua famiglia con soli sei anni e mezzo di carcere nel manicomio criminale è ritornato un libero cittadino.
Sicuramente qualcuno di loro sfrutterà la notorietà per scrivere un libro,altri troveranno spazi nei Talk- show televisivi, altri vendendo un esclusiva finiranno sulle copertine dei settimanali.
Sarà tutto legale come dice Giordano, ma è anche tutto molto ma molto offensivo.

Fabrizio Corona per aver commesso dei reati, di cui alcuni discutibili e per aver utilizzato un sistema vecchio come il cucco ma sempre attuale (la vendita di servizi fotografici) si è beccato sette anni di carcere. Così come Fall Alioune, senegalese, che per aver venduto nei mercati rionali  dei CD e merce contraffatta si è beccato dodici anni di carcere.
Sono solo alcuni esempi della disparità di pena. Se passa la convinzione che ammazzare una persona non è poi tanto grave viste le pene inflitte, allora dobbiamo tutti preoccuparci.
Evidentemente qualcosa in questa giustizia non quadra. Ma le leggi vengono stabilite dalla politica e hai giudici spetta il compito di applicarle.
Forse è ancora lontana la speranza che l'ex presidente del Tribunale di Rimini Gino Righi scrisse nel 1980 in un suo libro "Heroin". "Felici quei popoli che vedono crescere l'erba sulle scale dei tribunali e delle carceri"

sabato 30 marzo 2013

FRANCO CALIFANO "L' ULTIMO AMICO VA VIA....."

Rody Mirri e Franco Califano Green Club Madonna di Campiglio 1978


Si è spento a Roma Franco Califano, interprete e autore di canzoni stupende. "Tutto il resto è noia" "Minuetto" "La musica è finita" e molte altre.
Dopo la scomparsa di Enzo Jannacci, ora, ad un giorno di distanza la notizia della morte di Franco Califano. Due artisti poeti,due cantautori che hanno rappresentato nello stesso periodo una epoca memorabile. Jannacci "el dutur" e Califano "er califfo", due anime diverse come diverse probabilmente le loro visioni della vita, diversi come possono essere Roma e Milano, diversi forse in tutto ma accomunati dalla passione e amore per la musica, passione che sfocia in canzoni rare e bellissime.
Persone che ho conosciuto anni fa.
Con Enzo Jannacci fu un incontro professionale, lo scritturai parecchi anni fa per una serata/concerto con la sua "Big Band"a Darzo (TN). Ebbi così modo di assistere ad un evento straordinario.
Diverso il rapporto con Franco Califano. Eravamo amici, anche se era da tanto tempo che non ci si vedeva.
Ho conosciuto Franco Califano nel 1978 al Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure e ci siamo frequentati assiduamente per diversi anni, un periodo quello, che lo vedeva tra i personaggi più richiesti nei locali alla moda.
Piaceva alle donne e le donne piacevano a lui, generoso come pochi, intrigante e avventuriero ma sempre  gentiluomo. A lui sono legati i periodi probabilmente più belli della mia vita.
Ricordo le nostre serate memorabili  al Covo di Santa Margherita Ligure, le nottate al Brera Bridge Club di Milano, così come le lunghe ore in auto  per raggiungere il Green Club di Madonna di Campiglio.
Franco Califano nascondeva nel suo intimo una profonda timidezza mascherata dal suo "personaggio" e accompagnata da una generosità senza limiti. 
Generoso anche con persone che non conosceva, un esempio tra  tanti, quando rientrammo dopo una serata trascorsa al Hippopotamus di Roma, l'incontro in Via Sisto IV con un ragazzo che si disperava per il furto del suo motorino, indispensabile per il suo lavoro. Al mattino la prima cosa che Franco fece fu quella di acquistargliene uno nuovo. 
"La mia libertà" non è semplicemente il titolo di una delle sue canzoni, credo racchiuda anche una filosofia di vita. La sua.
Califano era solito dire che come epitaffio sulla sua tomba avrebbe voluto la scritta "Non escludo il ritorno". Spero lo accontentino.








mercoledì 27 marzo 2013

VILLA MARIFLOR

Villa Mariflor


Dicono che l'ospite sia un gioiello posato sul cuscino dell'ospitalità e varcando le soglie di Villa Mariflor, un grazioso Bed & Breakfast,  questa è la prima sensazione che traspare.
Un luogo dove puoi soggiornare, rilassarti, riposare, provare stupore per la tranquillità del posto immerso nel verde della campagna veneziana. Un B&B  famigliare, esattamente come indica la  dicitura posta nella Home page del sito "Questa casa non è un albergo.Non è una frase fatta. Non siamo di fatto un Hotel, ma una casa che offre i propri spazi privati a chi li sa apprezzare".
E' con questa filosofia che la Signora Anna con i figli Daniela e Davide accolgono i loro ospiti permettendo loro di utilizzare spazi arredati con cura e arricchiti con mobili d'epoca. Ovviamente la discrezione è la loro parola d'ordine ma non solo, la semplicità e la disponibilità verso gli ospiti è una garanzia. Ma niente nasce per caso, la loro proverbiale ospitalità è un vizio di famiglia derivata da generazioni di ristoratori e albergatori veneziani e oggi racchiusa nel loro B&B.
Io stesso, grazie ad un amico giornalista del Gazzettino di Venezia ho avuto l'occasione di essere ospite di questa "casa" trovandomi così immerso in un mare di piacevoli sorprese iniziando dal mattino quando, uscendo in veranda, sono stato accolto da una sinfonia orchestrata dal cinguettio degli uccelli provenienti da un adiacente boschetto da favola. 
I consigli sono fatti per non essere seguiti, ma se vi capitasse di andare a Venezia allora.....

B&B Villa Mariflor Olmo di Martellago Venezia
 (www.villa-mariflor.com)  

giovedì 21 marzo 2013

QUANDO BEPPE GRILLO.....

Adelmo Dorna- Beppe Grillo- Rody Mirri - 1979 Green Madonna di Campiglio 


Beppe Grillo è il personaggio più discusso del momento e il suo movimento riempie i giornali di tutto il mondo. Portavoce di quei cittadini che stanchi di politici e di una politica manipolata affidano a lui le speranze di un cambiamento.
La sua visione della politica emerse quando nel 1986 in un programma Rai attaccò duramente i socialisti, per poi allontanarlo dal 1986 al 1993 per due battute che anticipavano Tangentopoli. In una, ammiccando uno spot che faceva per uno yogurt, bussando alle porte della gente per offrire un assaggio raccontava di aver bussato a casa Craxi. Bettino apriva e faceva per richiudere l'uscio: "No grazie non mangio yogurt". E lui "Ma non sono qui per quello è che mi hanno fregato il motorino, e pensavo che lei ne sapesse qualcosa".
Nell' altra, parlava della mitica missione in Cina del premier socialista che s'era portato dietro un codazzo di parenti, amici, portaborse, dame, contesse, fidanzate. Giunto a Pechino l'avevano avvertito: "Sa presidente qui siamo tutti socialisti" e lui aveva risposto: "Ma allora a chi rubate?
Lontani sono i tempi quando Beppe Grillo girava l'Italia con i suoi monologhi  riempiendo i locali alla moda, io ebbi modo di conoscerlo nel 1978 al Covo di Nord-Est di S. Margherita Ligure e al Green di Madonna di Campiglio. Poi nel tempo la sua comicità cambiò e quando lo rividi in occasione di alcune sue esibizioni a Voghera e Cantù la sua comicità si era trasformata in una satira graffiante verso le ingiustizie sociali e politiche.
Oggi Beppe Grillo fondatore con Casaleggio del movimento 5 Stelle applica le sue idee e le sue convinzioni alla politica inseguendo un suo sogno e visto i risultati tutto fa pensare che possa realizzarlo, in parte ci è già riuscito e si sa che la differenza tra sognatori e realisti è una sola: I realisti sognano di arrivare in un posto, i sognatori in quel posto ci sono già.



martedì 12 marzo 2013

ALESSANDRA BORGIA INVIATA "SPECIALE"

Alessandra Borgia


Tra i numerosi giornalisti della ultima generazione spicca per professionalità e bravura Alessandra Borgia.
Dal 2001 lavora a  Videonews come inviata dei programmi Mattino 5, Pomeriggio 5 e Domenica Live. Nella marea di inviati televisivi non può sfuggire allo spettatore la personalità  di questa giornalista, sicura e preparata incalza con domande mai banali e scontate i suoi interlocutori,anzi come più volte ha dimostrato non esiti, se l'argomento e i fatti lo richiedono, di intervenire per puntualizzare il suo pensiero e di sicuro non è la giornalista a cui puoi raccontare quello che ti pare perche conosce nei dettagli l'argomento trattato.
Tutto questo non è casuale ma frutto di una dura gavetta, infatti curiosando in rete scopro che la stessa ha iniziato il suo percorso professionale nel 2003 in una tv privata leccese,Telerama, dove ha appreso tutte le tecniche fondamentali per un inviato, passando dalla realizzazione dei servizi, al montaggio e riprese.
Altra importante esperienza in quel periodo la conseguì lavorando  nelle radio del Gruppo Mixer Media Management. Nel 1998 approda a Mediaset chiamata dal direttore di "Verissimo" Piero Vigorelli come inviata. 
Ecco perche non stupisce vederla in video sicura e tosta in un mondo dove raramente viene premiato il merito, un esempio quello di Alessandra Borgia che dovrebbe far meditare le aspiranti (e non sono poche)del successo "facile".






 




sabato 2 marzo 2013

IL FUTURO E' NELLE MANI DELLE DONNE....

Evidentemente l'universo maschile e l'universo femminile pur convivendo sono diversi in tutto, due modi differenti di pensare, di vedere il mondo e di relazionarsi.
Uomini e donne concepiscono la vita in maniera diversa e l'affrontano basandosi su schemi mentali diversi. Uno dei presupposti per una buona intesa tra l'universo femminile e maschile risiede quindi nella conoscenza di queste differenze.
Trovare l'altra metà della mela è un gioco al massacro, il principe azzurro sul suo destriero bianco esiste solo nelle favole e la moglie o la compagna perfetta è solo utopia.
Amore e passione non sempre bastano, l'amore vuol ricevere tanto quanto da e vive non solo di sentimenti e  tutte le passioni sono esagerate, ecco perche si chiamano passioni e la passione si alimenta di quello che non sai di un altra persona, molto più di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d'ombra e se ci sono tante zone d'ombra hai ancora più spazio e puoi farci stare dei sogni interi.
Il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo una questione di tempo prima che rischiari ogni piccolo angolo, e di solito non ci trovi più molto quando l'ombra si è dissolta. 
La passione d'amore spiega molte cose ma non giustifica nulla.
Avere un progetto in comune e saper convivere con i difetti del partner è forse l'unica soluzione accettabile per proseguire un cammino lastricato di trabocchetti. 
Facile innamorarsi dei pregi, mentre rimane complicato saper dividere e convivere con i difetti che ognuno si porta nello zaino della vita, ma se riusciamo in questo, allora tutto diventa meno pesante,ma niente può essere devastante in una coppia come la noia, vera arma letale.
L'uomo da il massimo di sè quando si innamora, oppure quando viene lasciato, ma pecca molto nel "durante". La donna non dimentica, e sa essere vendicativa perche quando ama dona tutta se stessa,ma quando gli si manca di rispetto e viene delusa, difficilmente ritorna sui suoi passi.
Due sono gli errori imperdonabili degli uomini: Quando sono troppo innamorati o quando non lo sono abbastanza per capire che la donna giusta è quella al loro fianco.
Ma anche le donne non scherzano...le donne quando non amano hanno il sangue freddo di un chirurgo, e c'è pure chi divide le donne in tre categorie:Le puttane,le stronze, e le rompiballe. La puttana la dà a tutti, la stronza la dà a tutti meno che a te, la rompiballe la dà a te,solo a te,sempre a te.
Cesare Pavese sosteneva che nessuna donna fa un matrimonio  d'interesse:tutte hanno l'accortezza, prima di sposare un personaggio famoso e ricco di innamorarsene. Sono anche queste diverse interpretazioni che separano l'universo femminile da quello maschile, ma niente e nessuno potrà fermare il cammino verso un futuro che vedrà la donna artefice primaria di un mondo più giusto e questo succederà solo quando la donna sarà totalmente indipendente e nessun uomo sarà dietro o su un piano superiore a lei.