giovedì 25 aprile 2013

Michelle Hunziker rischia il processo - RomagnaNOI

Michelle Hunziker


Michelle Hunziker rischia il processo -

Rody Mirri, rivincita contro «Striscia»

Ha la testa dura, da rendenero doc, Rodolfo - ma tutti lo chiamano da sempre Rody -  Mirri. Per un mese nel 2010 Michelle Hunziker e «Striscia la notizia» gli hanno sparato addosso bordate pesanti in prima serata. Lui ha tenuto duro. Tre anni dopo, a sorpresa, le parti si sono ribaltate. A finire nel registro degli indagati sono la  Hunziker (di cui Mirri fu il primo manager ma anche qualcosa di più come testimoniano molte foto scattate all'epoca tra Campiglio e Pinzolo), un inviato della trasmissione e i suoi aiutanti. Lui ha tenuto duro. Tre anni dopo, a sorpresa, le parti si sono ribaltate. A finire nel registro degli indagati sono la  Hunziker (di cui Mirri fu il primo manager ma anche qualcosa di più come testimoniano molte foto scattate all'epoca tra Campiglio e Pinzolo), un inviato della trasmissione e i suoi aiutanti . La presentatrice, a cui nelle settimane scorse è stato notificato dalla procura di Rimini un avviso di conclusione delle indagini, avrebbe offeso l'onore del talent scout trentino dicendo in trasmissione «che si doveva vergognare». Ancor più pesante il capo di imputazione contestato all'inviato di Striscia Max Laudadio che con altre tre persone è indagato per reati che vanno dalla violazione di domicilio alla diffamazione fino all'interferenza illecita nella vita privata. Per capire i contorni della vicenda bisogna fare un passo indietro e tornare al marzo del 2010 quando Mirri finì nel mirino di Striscia la notizia. Venne accusato di essere un «furbetto del quartierone», un millantatore, un conta balle e - peggio - addirittura un agente che cercava di approfittare delle ragazze che speravano di entrare nel mondo dello spettacolo. La cosa che stupì fu l'insistenza con cui «Striscia» tenne nel mirino Rody Mirri, oggetto di ripetuti, pesanti servizi. «Mi hanno sputtanato per un mese davanti a 8 milioni di spettatori - racconta lui - io in quel momento potevo solo resistere cercando di spiegare le mie ragioni. Sapevo che dopo il buio c'era però la luce. Non avevo nulla da nascondere, in tutti questi anni non ho mai ricevuto una sola denuncia. Reagii querelando quelli di Striscia. Non è tollerabile che una persona possa essere diffamata a quel modo in tv. Io ho le spalle larghe, due bravi avvocati e un po' di soldi e me la sono cavata. Ma un poveraccio qualsiasi infilato in quel tritacarne che fine avrebbe fatto?». Rody Mirri ha dovuto aspettare tre anni, ma alla fine ha avuto soddisfazione: l'avviso di conclusione delle indagini suona come il preludio ad una richiesta di rinvio a giudizio. I danni per il talent scout trentino sono stati notevoli: «Ho dovuto interrompere l'attività delle mie tre aziende con uffici a Shanghai, Roma, Milano e Riccione, è stato un momento difficile ma l'ho superato. Ora chiederò i danni a Striscia e a tutti i giornali che in quei giorni mi hanno sputtanato senza neppure chiedere la mia versione dei fatti». In tutta questa vicenda Mirri ha trovato però anche un aspetto positivo: «I miei amici - dice - mi sono stati vicini, non hanno creduto a quelle calunnie, soprattutto a casa mia. Torno ogni anno per trascorrere a Pinzolo giornate bellissime e lì tutti sono sempre stati dalla mia parte. Daltronde ricordavano quando Michelle Hunziker veniva in vacanza con me». Ma perché la presentatrice televisiva  avrebbe deciso di colpire Rody Mirri? «Non ho mai parlato male di Michelle - replica - e non lo farò neppure ora. Se mai si arriverà al processo, la risposta la darò in quella sede». Intanto  Mirri è tornato a una sua vecchia passione: la scrittura. «Sono a Venezia dove lavoro al mio sesto libro scritto a quattro mani con con Katharina Miroslawa». È l'avvenente  ballerina di night protagonista del «giallo di Parma» del 1986. Condannata come mandante, la donna è uscita dal carcere l'anno scorso. «Dopo aver lasciato la Giudecca - ci racconta Mirri - Katharina  mi ha chiamato per raccontare la sua storia. Io era stato il suo primo manager. Tra un mese saremo in libreria».

AVVISO DI GARANZIA A MICHELLE HUNZIKER MAX LAUDADIO E ALTRI.......

Michelle Hunziker
http://www.nqnews.it/news/144995/Diffamazione__avviso_di_garanzia_a_Michelle_Hunziker.html

mercoledì 10 aprile 2013

SARA' TUTTO LEGALE,PERO'.......


Un articolo di Mario Giordano mi da lo spunto per una riflessione sulla giustizia nei nostri tribunali.

Sicuramente tutto sarà legale, ma trovo però aberrante che nei tribunali esistano pesi e misure diverse nel giudicare i  colpevoli, magari per gli stessi reati.
Ricordate Pietro Maso che vent'anni fa massacrò senza pietà i suoi genitori ? Oggi è libero a tutti gli effetti, ha una fidanzata,un lavoro,una casa.
Ruggero Jucker , il re delle zuppe che nel 2002 uccise con un coltello da sushi e dedurpò con sadismo il corpo della sua fidanzata correndo poi nudo in strada urlando "Io sono Bin Laden. Ora è definitivamente fuori dal carcere,libero.
Erika De Nardo e il suo fidanzato Omar massacrarono la mamma e il fratellino di lei. Ora sono liberi come fringuelli, lei ora passa il tempo giocando a pallavolo e lui lavora in un bar di Aqui Terme.
Ferdinando Carretta massacrò tutta la sua famiglia, inutile dire che è libero pure lui.
Potrei continuare con altri centinaia di esempi. Vero è che la nostra costituzione prevede che il carcere sia rieducativo e non punitivo. Ma se la rieducazione è una cosa seria, tutto dovrebbe completarsi con una giusta condanna e una rieducazione proporzionata alla gravità del fatto. Invece Pietro Maso che si è macchiato di un delitto orribile dopo dodici anni di carcere e cinque di semilibertà è un uomo libero. Ruggero Jucker e Erica De Nardo di anni ne hanno scontati in carcere solo dieci, Ferdinando Carretta che a Parma massacrò tutta la sua famiglia con soli sei anni e mezzo di carcere nel manicomio criminale è ritornato un libero cittadino.
Sicuramente qualcuno di loro sfrutterà la notorietà per scrivere un libro,altri troveranno spazi nei Talk- show televisivi, altri vendendo un esclusiva finiranno sulle copertine dei settimanali.
Sarà tutto legale come dice Giordano, ma è anche tutto molto ma molto offensivo.

Fabrizio Corona per aver commesso dei reati, di cui alcuni discutibili e per aver utilizzato un sistema vecchio come il cucco ma sempre attuale (la vendita di servizi fotografici) si è beccato sette anni di carcere. Così come Fall Alioune, senegalese, che per aver venduto nei mercati rionali  dei CD e merce contraffatta si è beccato dodici anni di carcere.
Sono solo alcuni esempi della disparità di pena. Se passa la convinzione che ammazzare una persona non è poi tanto grave viste le pene inflitte, allora dobbiamo tutti preoccuparci.
Evidentemente qualcosa in questa giustizia non quadra. Ma le leggi vengono stabilite dalla politica e hai giudici spetta il compito di applicarle.
Forse è ancora lontana la speranza che l'ex presidente del Tribunale di Rimini Gino Righi scrisse nel 1980 in un suo libro "Heroin". "Felici quei popoli che vedono crescere l'erba sulle scale dei tribunali e delle carceri"