lunedì 17 agosto 2026

PER LA CRONACA..

Mentre Pierre Cardin operò come stilista-pioniere alla fine degli anni '70 per sdoganare l'estetica della moda, il manager milanese Rody Mirri è stato effettivamente il primo a firmare un accordo formale e decennale direttamente con le istituzioni governative di Shanghai per lo sviluppo strutturato del sistema moda.

                                                                      

                                              Rody Mirri A.D. di Businessgroup.tv  srl

Ecco i dettagli cardine di quell'operazione che ha segnato la storia economico-istituzionale della moda italo-cinese:
Il Progetto "Shanghai Collections"
  • L'accordo decennale: Il contratto, di durata dieci anni, venne siglato ufficialmente con il via libera del Sindaco di Shanghai e delle autorità locali per istituire una piattaforma di interscambio e sfilate. 
  • La presentazione a Piazza Affari: Il progetto fu presentato ufficialmente alla Borsa di Milano nel 2009 all'interno della Fashion Division di BusinessGroup.TV, di cui Mirri era Amministratore Delegato. 
  • Il ruolo di ASPES S.p.A.: La società multiservizi Aspes S.p.A. di Pesaro entrò nell'operazione come partner strategico e industriale, supportando la complessa impalcatura logistica, istituzionale e manageriale necessaria a dialogare con il governo cinese.
  • Grazie a questa cooperazione, per la prima volta un manager italiano ottenne un'esclusiva governativa di tale portata per organizzare, gestire e internazionalizzare gli eventi legati alla moda a Shanghai, trasformando la città in un hub strategico globale.                                                                  
  •                                              Borsa P.zza Affari Milano                        
  •                                       Ingresso Borsa Evento Shanghai Collection
  •                                                                    

    Il saluto di benvenuto - Rody Mirri A.D. di Busibessgroup.tv 
                                                                         
                                             Presentazione Shanghai Collection
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  •                                                                       
                                  Presentazione A.D. di Business Group Rody Mirri
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    Delegazione cinese con Rody Mirri  A.D. Business Group srl e Filippo Colombo A.D di Aspes spa
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    Ingresso della Borsa di Milano in occasione della presentazione di Shanghai Collection



giovedì 13 agosto 2026

IL FERRAGOSTO PIU IMPORTANTE DELLA MIA VITA - Perchè quest'anno ho scelto di restare...

                                                       


Agosto, per definizione, è il mese della fuga. È il tempo dei viaggi, delle serate con gli amici, dei brindisi in spiaggia e delle vacanze di coppia. Quest’anno, per la prima volta nella mia vita, ho deciso di azzerare tutto. Niente valigie, niente partenze, niente distrazioni. Una scelta lucida, voluta e desiderata.
Il motivo ha un nome, quattro zampe e un cuore immenso: Buddy.
Un amore da record
Chi mi conosce sa che non sono mai stato un uomo da lunghi legami. Escludendo i dieci anni del mio primo matrimonio, non sono mai riuscito a stare con una compagna per più di cinque anni. È un mio limite, o forse solo la mia storia. Ma con Buddy ho battuto ogni record.
Oggi Buddy ha 19 anni. Per un cane, è un’era geologica. È il legame più longevo, costante e profondo della mia vita adulta. Mi ha accompagnato attraverso stagioni, cambiamenti e addii, rimanendo sempre l'unica certezza incrollabile.
Camminare al buio, guidati dall'olfatto
Oggi il tempo ha presentato il suo conto. Buddy è diventato cieco, sordo e non ha più i denti. La sua mappa del mondo si è ristretta, eppure resiste. Si sposta tra la casa e il giardino con una cautela che stringe il cuore, muovendosi a memoria nello spazio che conosce da una vita.
Si regge in piedi a fatica. Ogni piccolo passo è un’impresa; sbanda, sembra quasi ubriaco, disorientato da un silenzio e da un buio che posso solo immaginare. Ma gli basta sentire il profumo della mia pelle o il calore di una carezza per lasciarsi scivolare ai miei piedi. In quel momento, ogni sbandamento sparisce. Trova la sua pace.
Gli parlo ancora, esattamente come ho sempre fatto in questi 19 anni. E la cosa straordinaria è che lui risponde. Cerca il mio volto con il muso, solleva la testa come se potesse vedermi, come se potesse sentire la mia voce oltre il muro del suo silenzio.
Diventare migliori
Questa piccola creatura mi ha reso un uomo migliore. È una verità tanto semplice quanto profonda. Oggi che ogni giorno con lui potrebbe essere l’ultimo, ho capito quante cose importanti ho perso di vista nel corso degli anni, inseguendo superflue distrazioni. Buddy mi ha insegnato l'essenza della cura, della responsabilità e dell'amore incondizionato.
Sì, questo Ferragosto è coperto da una nuvola di profonda tristezza. C’è la consapevolezza della fine che si avvicina, il peso di un tempo che stringe. Ma c'è anche una gratitudine immensa.
Ho deciso di stargli accanto fino all'ultimo secondo. So che arriverà quel momento nefasto, è inevitabile. Ma so anche come voglio che vada: lui chiuderà gli occhi per sempre mentre la mia mano continuerà ad accarezzarlo, esattamente come oggi. Fino alla fine.
                                                                           

martedì 11 agosto 2026

CARLA LIOTTO: OLTRE LA BELLEZZA, LA FORZA DI ESSERE SE STESSA..

                                                                                


Nei primi anni '90, il mondo della televisione italiana era un uragano di volti nuovi, ambizioni sfrenate e strategie per conquistare un barlume di celebrità. In quel panorama così competitivo, ho avuto il privilegio di conoscere e lavorare con Carla Liotto. Aveva poco più di vent'anni, una bellezza raffinata che non passava inosservata e una spigliatezza disarmante.
Il grande pubblico la ricorda per il suo dirompente debutto al Maurizio Costanzo Show, dove confessò candidamente di voler sposare un miliardario. Quella che molti liquidarono come una provocazione o una furberia studiata a tavolino, la proiettò immediatamente all'onore delle cronache mondane. Ma dietro quel "personaggio" c'era molto di più. 
Il dietro le quinte: da Superclassifica Show agli eventi
Colpito dal suo carisma, la convinsi a partecipare come ospite in alcune puntate di Superclassifica Show su Canale 5, lo storico programma guidato da Maurizio Seymandi. Da lì seguirono diverse partecipazioni a eventi e serate.
Lavorando fianco a fianco con lei, ho potuto scoprire la vera Carla, spogliata dai riflettori della cronaca rosa. Al di là dell’aspetto estetico innegabile, emergeva una giovane donna che sapeva esattamente ciò che voleva. La sua simpatia travolgente e il sorriso contagioso erano un ottimo biglietto da visita, ma la sua vera cifra distintiva era un'altra: una bontà d'animo estrema che probabilmente neanche lei sapeva di avere.
Autenticità in un mondo di maschere
In un ambiente dello spettacolo dove spesso si sgomitava pur di ottenere un'inquadratura in più, Carla scelse una via rivoluzionaria per l'epoca: utilizzare l'essere se stessa. Senza filtri, senza ipocrisie.
Posso affermare senza ripensamenti che è stata una delle pochissime donne con cui ho collaborato capace di gestirsi meglio di chiunque altra. Non si è lasciata fagocitare dal circo mediatico. La verità profonda è che a lei non interessavano la fama effimera, le copertine o il successo a tutti i costi. In cuor suo, conosceva già la propria destinazione.
Il lieto fine che aveva già scelto
La sua determinazione non era cinismo, ma una lucida consapevolezza del proprio futuro. Non è affatto un caso che, prima di fidanzarsi e poi sposare Marco Simone, abbia scelto di unire la sua vita non solo ad un famoso calciatore ma sopra tutto ad un uomo perbene, costruendo quella stabilità che aveva sempre desiderato. 
Carla Liotto ha dimostrato che si può attraversare il mondo dello spettacolo mantenendo l'anima intatta, usando la televisione e non facendosi usare da essa. Una dote rara, ieri come oggi.

domenica 9 agosto 2026

RICORDANDO ERMANNO SALVATERRA - UN AMICO DAL CUORE GRANDE.

 

Il 20 agosto rimarrà sempre un giorno triste per me, legato a un fatto che mi è impossibile dimenticare.
                                                                   

D'estate, come spesso capitava  mi trovavo  a Sant' Antonio di Mavignola, ospite in una baita di amici di vecchia data. Ricordo quel pomeriggio come fosse ora, verso le h.14 ero sul patio, con lo sguardo perso ad ammirare le stupende Dolomiti di Brenta e le loro vette. tra cui il "Campanil Alto". Più tardi, verso il tardo pomeriggio, raggiungemmo Madonna di Campiglio per un aperitivo. Fu in quel momento che appresi la notizia dell'improvvisa morte di Ermanno Salvaterra. Nelle stesse ore in cui si compiva il suo tragico destino, io ero lì a guardare le sue montagne,
Ermanno era caduto nel primo pomeriggio sulla via Hartmann/Ktauss, sulla cresta 0ccidentale del Campanil Alto.
Ermanno era, senza ombra di dubbio, una delle persone che ho stimato di più nella mia vita. Eravamo cresciuti insieme. Anche se, poco più che ventenne, avevo lasciato il paese per trasferirmi a Milano e iniziare la mia nuova vita, pochi lo sanno, ma con lui avevo sempre mantenuto i contatti. Negli anni lui era diventato il famoso alpinista che tutti conoscevano, "L'uomo del Torre", ma il successo non lo aveva cambiato.
Ogni volta che mi succedeva qualcosa di importante, come la presentazione di un mio libro o l'esordio di un nuovo programma televisivo, Ermanno era sempre il primo a farmi i complimenti. Custodisco ancora sul mio cellulare le sue frasi affettuose e sincere, come fossero reliquie. Ci si vedeva raramente, ma la distanza non toglieva nulla all'autenticità del nostro rapporto.
Ermanno era un uomo con un cuore grandissimo. Amava incondizionatamente le sue montagne, gli animali e la sua famiglia, ed era sempre pronto ad aiutare il prossimo. Non dimenticherò mai quando mi chiese una mano per far conoscere pubblicamente una bravissima ragazza siciliana, non vedente, che voleva cantare  avendo una voce stupenda.
O quando mi raccontò di "Mirtillo" un piccolo capriolo con una zampa amputata che aveva in casa assieme ad altre fortunate bestiole. Ecco, alcuni dei tanti esempi di chi era Ermanno, lui era questa persona. Un gigante d'umanità che la roccia ci ha portato via troppo presto. 
Ci sono persone che passano nella nostra vita e lasciano un segno effimero, e poi ci sono persone come Ermanno, capaci di lasciare tracce indelebili nel cuore di chi ha avuto la fortuna immensa di conoscerlo. 

mercoledì 5 agosto 2026

L' UOMO OLTRE IL PERSONAGGIO. IL CUORE SEGRETO DI RODY MIRRI

Dopo anni di amicizia e conoscenza Vanessa mi sorprende con questo suo redazionale che francamente non mi aspettavo. Forse è una delle poche persone che in profondità, mi conosce veramente.  Forse e sottolineo forse, esagera nel considerarmi un uomo d'altri tempi ma la perdono. Gli voglio bene da sempre e con il suo permesso pubblico questo suo redazionale. 


                                                          



Dimenticate il Rody Mirri quello che le cronache rosa definiscono play boy, circondato sempre da donne affascianti, l'uomo a volte spigoloso, volutamente provocatorio e sfacciatamente vanesio che la stampa e la tv vi ha abituato a conoscere. Quella è solo una maschera. Un'armatura lucida e tagliente che indossa ogni volta che si accendono le luci della ribalta, forse per difendersi da un mondo troppo veloce, o forse per quella umanità innata che gli uomini di carattere non ammettono mai.
La verità è che esiste un Rody segreto, un uomo d'altri tempi che pochissimi hanno il privilegio di frequentare. Chi scrive lo conosce da anni, e da anni è metaforicamente innamorata della sua anima, della sua rara complessità.
Rody gioca a fare il duro. Ma la sua è una recita a fin di bene. La sua è una intima riservatezza che si traveste da arroganza per non farsi ferire. Perché quando i riflettori si spengono e la maschera cade, emerge un uomo dalla generosità disarmante, guidato da un codice d'onore antico. La sua vera essenza non si misura nelle cronache o nei salotti televisivi, ma nei silenzi. Si vede nella dolcezza infinita, quasi commovente, che riserva a chi non ha voce: alle persone fragili, agli ultimi, e sopra tutto agli animali. Davanti a loro, il "personaggio" svanisce, lasciando spazio a un cuore talmente grande da fare quasi paura a lui stesso.
È un uomo che una ne fa e cento ne pensa, testardo fino all'ostinazione, capace di lottare contro i mulini a vento pur di restare fedele a se stesso. Custodisce la sua anima con una gelosia feroce, lasciando che il pubblico giudichi il cinismo della sua vita pubblica.
La sintesi perfetta del suo modo di scivolare tra le pieghe della vita sta in una battuta che ripete da sempre. Quando qualcuno lo incrocia e gli chiede: "Ciao Rody, come va?", lui, serafico, risponde immancabilmente allo stesso modo: «Se dovessi dire che va bene sarebbe una bugia, perché non va affatto bene... va da Dio».
Tanto tempo fa gli chiesi il perché di quella risposta così spiazzante. Mi guardò, con quel suo sorriso ironico che non lascia scampo, e mi confessò la verità dietro il sipario: «Vedi, il cinquanta per cento delle persone che ti fa questa domanda non gliene importa niente. E l’altro cinquanta per cento gode se le cose ti vanno male. Meglio farli schiattare dall'invidia».
Ecco. Rody Mirri è esattamente questo, uno degli l'ultimi veri gentiluomini, che per difendere la sua straordinaria bontà d'animo, ha scelto di giocare a fare il cattivo.
È il finale perfetto di questo mio personale ritratto su di lui, perché unisce in un colpo solo il suo cinismo ironico, la sua intelligenza pungente e quel pizzico di sana spavalderia che lo rende unico. Mostra esattamente come la sua "corazza da stronzo" sia in realtà un'arma di difesa genialmente ironica.
Veronica Verri 

mercoledì 29 luglio 2026

IL MIRAGGIO DI IBIZA: QUANDO I SOGNI D'ESTATE CAMBIANO PELLE

 

Ci sono amori che nascono in un secondo e durano una vita intera. Il mio amore per Ibiza è nato così, in un'estate degli anni ’80. Fu un colpo di fulmine totale, viscerale. A quel tempo l’isola non era ancora il gigantesco palcoscenico del turismo di massa che tutti conoscono oggi. Era un segreto custodito da pochi, un paradiso selvaggio scoperto in primis da olandesi, californiani e norvegesi.

                                                                Ibiza 1996
Le spiagge erano immense distese libere. Passeggiando sulla sabbia potevi incrociare gruppi di yuppies arrivati dalle grandi città, ma soprattutto giovani benestanti che vivevano i loro giorni in un contrasto magnifico: uno spinello tra le dita, un flute di champagne nell'altra mano, una chitarra e i piedi nudi che ballavano liberi. C'era un'energia pura, un senso di libertà che non avevo mai respirato altrove. In quel preciso momento, nella mia testa si fissò un unico, chiarissimo pensiero: "Questo sarà il posto dove voglio vivere".
La fine dell'incanto e l'arrivo della massa
La magia, però, attira sempre troppi sguardi. Verso la fine degli anni ’80, quell'equilibrio perfetto si spezzò. Sull'isola iniziarono a riversarsi valanghe di persone. Ibiza divenne rapidamente la meta preferita di migliaia di turisti da tutta Europa, italiani compresi.
Il panorama cambiò radicalmente. Al posto delle chitarre in spiaggia nacquero mega-discoteche; la semplicità lasciò il passo ai ristoranti alla moda e ai personaggi VIP. L'isola selvaggia si era trasformata nella capitale mondiale del divertimento notturno e del lusso esibito.
Il trasferimento e la delusione
Nonostante il cambiamento, quel vecchio desiderio continuava a bussare alla mia porta. Così, a metà degli anni '90, decisi che era arrivato il momento di fare il grande passo: mi trasferii a Ibiza per sempre.
Ma la realtà si rivelò molto diversa dal ricordo. Cercavo l'isola degli anni '80 e trovai un'industria del divertimento. Quel sogno ibizenco che avevo custodito per anni mi stava deludendo giorno dopo giorno. Due anni dopo, presi le mie valigie e ritornai in Italia.
A volte i sogni e i desideri deludono. Non perché fossero sbagliati, ma perché i luoghi cambiano, il tempo passa e noi, spesso, restiamo innamorati solo di un ricordo..