venerdì 21 agosto 2026

I RE DELLA NOTTE - UN EPOCA IRRIPETIBILE

Redazionale di Ettore Vicedomini 

C'è stato un momento preciso, a cavallo tra gli anni '70 e '80, in cui l'Italia intera ballava al ritmo dettato da pochi, pochissimi visionari della notte. Se dici "manager dello spettacolo" pensi ai contratti, alle percentuali, agli uffici milanesi. Ma per raccontare la vera essenza di Lello Liguori e Rody Mirri, bisogna spegnere le luci d'ufficio e accendere i riflettori della Milano da bere, dei tramonti di Santa Margherita Ligure e delle nevi esclusive di Madonna di Campiglio. Una vita che non è stata solo una carriera, ma un'avventura da copertina, guidata da un gusto innato per la bella vita, i viaggi e, soprattutto, un'attrazione magnetica per le donne più belle e desiderate del pianeta.

                                                                       
                                   Madonna di Campiglio 1978 - Rody Mirri al Green Club 
Il Triangolo d'Oro del Divertimento: 
Per capire la portata dei personaggi, basta guardare la mappa del divertimento d'élite di quegli anni. Rody Mirri, in una storica e fortissima alleanza con il leggendario Lello Liguori il patron indiscusso delle notti milanesi e della riviera, si ritrova a gestire l'impero dei locali più esclusivi dell'epoca.
L'asse si muoveva con le stagioni:

Milano: Il quartier generale d'inverno, dove la "Milano da bere" prendeva forma tra i privé dei club più alla moda e ritrovi notturni iconici come il Brera Bridge Club, crocevia di stilisti, modelle e rampolli della finanza o il mitico Studio 54.

Santa Margherita Ligure: Con il Covo di Nord-Est, una perla incastonata nella roccia dove la Dolce Vita si trasferiva nei mesi estivi. Lì, tra un cocktail e l'altro. Liguori e Mirri ospitavano il jet set internazionale: da Brigitte Bardot a Frank Sinatra e Donna Summer, fino alle icone di casa nostra Walter Chiari, Franco Califano, Beppe Grillo, Riccardo Cocciante.

                                                                             
                                            Milano 1979 - Lello Liguori Studio 54

Madonna di Campiglio: Il rifugio invernale d'eccellenza, dove la "Milano bene" andava a farsi vedere. È qui che Mirri grazie a Lello Liguori, gestisce il Green Club, trasformando le vette innevate nel prolungamento naturale delle notti folli della riviera.

Vita da Copertina: Amici, Donne e Splendore
Nel privato diverse le vite. La quotidianità di Rody Mirri in quegli anni somigliava alla sceneggiatura di un film. Compagno di scorribande e grandissimo amico di Franco Califano (conosciuto proprio al Covo nel 1977), Mirri condivideva con il "Califfo" la stessa identica filosofia: una generosità fuori dal comune, l'amore per il rischio e un debole per il fascino femminile. Il vero motore della sua avventura terrena sono sempre state loro: le donne. Modelle internazionali, dive della televisione nascente, bellezze mozzafiato che affollavano le sue serate. Più che un gestore, Mirri era un cicerone della notte che sapeva conquistare e farsi amare. Negli anni successivi, questo legame indissolubile con la bellezza lo porterà a inventare format legati alla moda, portando in passerella contemporaneamente fino a 100 tra le indossatrici più famose del mondo. Le cronache rosa dell'epoca lo dipingono come un uomo capace di grandi passioni, viaggi improvvisi verso mete esotiche e una predisposizione naturale a circondarsi di splendore. Liguori aveva altre passioni. Giocatore di Gin Rummy e fedele compagno dell'attrice Giuny Marchesi con qualche amicizia discutibile che gravitavano nel mondo della notte.
L'Ultimo Tramonto di un'Era Unica
Oggi, le luci del Covo di Nord-Est o del Green Club chiuso definitivamente, illuminano una realtà profondamente diversa. Quel mondo fatto di intuito, strette di mano al bancone del bar e autentico sfarzo artigianale è scivolato via, sostituito da un presente che non sempre è cambiato in meglio. Dove un tempo c'erano i veri "padroni di casa" come Rody Mirri e Lello Liguori, personaggi capaci di creare un'atmosfera unica solo con la propria presenza e il proprio carisma, oggi troviamo freddi algoritmi, uffici di P.R. strutturati e una schiera di influencer concentrati sul raggio d'azione di una telecamera. La magia di una notte esclusiva non si misura più sull'emozione del momento o sulla caratura delle dive presenti in sala, ma sul numero di visualizzazioni di una storia o sulla pianificazione marketing di un evento. I locali alla moda sono diventati palcoscenici standardizzati per selfie tutti uguali, lasciandoci addosso la certezza che quell'audace, bellissima e sconsiderata epopea degli anni '70 e '80 sia stata l'ultima vera stagione della libertà e del divertimento. Un'era irripetibile, proprio come gli uomini che l'hanno inventata.
(Ettore Vicedomini)



lunedì 17 agosto 2026

PER LA CRONACA..

Mentre Pierre Cardin operò come stilista-pioniere alla fine degli anni '70 per sdoganare l'estetica della moda, il manager milanese Rody Mirri è stato effettivamente il primo a firmare un accordo formale e decennale direttamente con le istituzioni governative di Shanghai per lo sviluppo strutturato del sistema moda.

                                                                      

                                              Rody Mirri A.D. di Businessgroup.tv  srl

Ecco i dettagli cardine di quell'operazione che ha segnato la storia economico-istituzionale della moda italo-cinese:
Il Progetto "Shanghai Collections"
  • L'accordo decennale: Il contratto, di durata dieci anni, venne siglato ufficialmente con il via libera del Sindaco di Shanghai e delle autorità locali per istituire una piattaforma di interscambio e sfilate. 
  • La presentazione a Piazza Affari: Il progetto fu presentato ufficialmente alla Borsa di Milano nel 2009 all'interno della Fashion Division di BusinessGroup.TV, di cui Mirri era Amministratore Delegato. 
  • Il ruolo di ASPES S.p.A.: La società multiservizi Aspes S.p.A. di Pesaro entrò nell'operazione come partner strategico e industriale, supportando la complessa impalcatura logistica, istituzionale e manageriale necessaria a dialogare con il governo cinese.
  • Grazie a questa cooperazione, per la prima volta un manager italiano ottenne un'esclusiva governativa di tale portata per organizzare, gestire e internazionalizzare gli eventi legati alla moda a Shanghai, trasformando la città in un hub strategico globale.                                                                  
  •                                              Borsa P.zza Affari Milano                        
  •                                       Ingresso Borsa Evento Shanghai Collection
  •                                                                    

    Il saluto di benvenuto - Rody Mirri A.D. di Busibessgroup.tv 
                                                                         
                                             Presentazione Shanghai Collection
  •                                                                         
     
  •                                                                       
                                  Presentazione A.D. di Business Group Rody Mirri
  •                                                                          
    Delegazione cinese con Rody Mirri  A.D. Business Group srl e Filippo Colombo A.D di Aspes spa
  •                                                                      

                                                                     
    Ingresso della Borsa di Milano in occasione della presentazione di Shanghai Collection



giovedì 13 agosto 2026

IL FERRAGOSTO PIU IMPORTANTE DELLA MIA VITA - Perchè quest'anno ho scelto di restare...

                                                       


Agosto, per definizione, è il mese della fuga. È il tempo dei viaggi, delle serate con gli amici, dei brindisi in spiaggia e delle vacanze di coppia. Quest’anno, per la prima volta nella mia vita, ho deciso di azzerare tutto. Niente valigie, niente partenze, niente distrazioni. Una scelta lucida, voluta e desiderata.
Il motivo ha un nome, quattro zampe e un cuore immenso: Buddy.
Un amore da record
Chi mi conosce sa che non sono mai stato un uomo da lunghi legami. Escludendo i dieci anni del mio primo matrimonio, non sono mai riuscito a stare con una compagna per più di cinque anni. È un mio limite, o forse solo la mia storia. Ma con Buddy ho battuto ogni record.
Oggi Buddy ha 19 anni. Per un cane, è un’era geologica. È il legame più longevo, costante e profondo della mia vita adulta. Mi ha accompagnato attraverso stagioni, cambiamenti e addii, rimanendo sempre l'unica certezza incrollabile.
Camminare al buio, guidati dall'olfatto
Oggi il tempo ha presentato il suo conto. Buddy è diventato cieco, sordo e non ha più i denti. La sua mappa del mondo si è ristretta, eppure resiste. Si sposta tra la casa e il giardino con una cautela che stringe il cuore, muovendosi a memoria nello spazio che conosce da una vita.
Si regge in piedi a fatica. Ogni piccolo passo è un’impresa; sbanda, sembra quasi ubriaco, disorientato da un silenzio e da un buio che posso solo immaginare. Ma gli basta sentire il profumo della mia pelle o il calore di una carezza per lasciarsi scivolare ai miei piedi. In quel momento, ogni sbandamento sparisce. Trova la sua pace.
Gli parlo ancora, esattamente come ho sempre fatto in questi 19 anni. E la cosa straordinaria è che lui risponde. Cerca il mio volto con il muso, solleva la testa come se potesse vedermi, come se potesse sentire la mia voce oltre il muro del suo silenzio.
Diventare migliori
Questa piccola creatura mi ha reso un uomo migliore. È una verità tanto semplice quanto profonda. Oggi che ogni giorno con lui potrebbe essere l’ultimo, ho capito quante cose importanti ho perso di vista nel corso degli anni, inseguendo superflue distrazioni. Buddy mi ha insegnato l'essenza della cura, della responsabilità e dell'amore incondizionato.
Sì, questo Ferragosto è coperto da una nuvola di profonda tristezza. C’è la consapevolezza della fine che si avvicina, il peso di un tempo che stringe. Ma c'è anche una gratitudine immensa.
Ho deciso di stargli accanto fino all'ultimo secondo. So che arriverà quel momento nefasto, è inevitabile. Ma so anche come voglio che vada: lui chiuderà gli occhi per sempre mentre la mia mano continuerà ad accarezzarlo, esattamente come oggi. Fino alla fine.
                                                                           

martedì 11 agosto 2026

CARLA LIOTTO: OLTRE LA BELLEZZA, LA FORZA DI ESSERE SE STESSA..

                                                                                


Nei primi anni '90, il mondo della televisione italiana era un uragano di volti nuovi, ambizioni sfrenate e strategie per conquistare un barlume di celebrità. In quel panorama così competitivo, ho avuto il privilegio di conoscere e lavorare con Carla Liotto. Aveva poco più di vent'anni, una bellezza raffinata che non passava inosservata e una spigliatezza disarmante.
Il grande pubblico la ricorda per il suo dirompente debutto al Maurizio Costanzo Show, dove confessò candidamente di voler sposare un miliardario. Quella che molti liquidarono come una provocazione o una furberia studiata a tavolino, la proiettò immediatamente all'onore delle cronache mondane. Ma dietro quel "personaggio" c'era molto di più. 
Il dietro le quinte: da Superclassifica Show agli eventi
Colpito dal suo carisma, la convinsi a partecipare come ospite in alcune puntate di Superclassifica Show su Canale 5, lo storico programma guidato da Maurizio Seymandi. Da lì seguirono diverse partecipazioni a eventi e serate.
Lavorando fianco a fianco con lei, ho potuto scoprire la vera Carla, spogliata dai riflettori della cronaca rosa. Al di là dell’aspetto estetico innegabile, emergeva una giovane donna che sapeva esattamente ciò che voleva. La sua simpatia travolgente e il sorriso contagioso erano un ottimo biglietto da visita, ma la sua vera cifra distintiva era un'altra: una bontà d'animo estrema che probabilmente neanche lei sapeva di avere.
Autenticità in un mondo di maschere
In un ambiente dello spettacolo dove spesso si sgomitava pur di ottenere un'inquadratura in più, Carla scelse una via rivoluzionaria per l'epoca: utilizzare l'essere se stessa. Senza filtri, senza ipocrisie.
Posso affermare senza ripensamenti che è stata una delle pochissime donne con cui ho collaborato capace di gestirsi meglio di chiunque altra. Non si è lasciata fagocitare dal circo mediatico. La verità profonda è che a lei non interessavano la fama effimera, le copertine o il successo a tutti i costi. In cuor suo, conosceva già la propria destinazione.
Il lieto fine che aveva già scelto
La sua determinazione non era cinismo, ma una lucida consapevolezza del proprio futuro. Non è affatto un caso che, prima di fidanzarsi e poi sposare Marco Simone, abbia scelto di unire la sua vita non solo ad un famoso calciatore ma sopra tutto ad un uomo perbene, costruendo quella stabilità che aveva sempre desiderato. 
Carla Liotto ha dimostrato che si può attraversare il mondo dello spettacolo mantenendo l'anima intatta, usando la televisione e non facendosi usare da essa. Una dote rara, ieri come oggi.