Rody Mirri
sabato 31 ottobre 2026
QUANDO DEE D JACKSON VENNE IN ITALIA CON METEOR MAN E AUTOMATIC LOVER...
Dee D. Jackson è una cantante e produttrice britannica, pioniera della space disco mondiale grazie a successi planetari come Automatic Lover e Meteor Man (1978). All'inizio degli anni '80 si è trasferita stabilmente in Italia scegliendola come sua seconda patria. Si è sposata, ha avuto un figlio e possiede anche case in Inghilterra e a Monaco di Baviera.
Dee D. Jackson (pseudonimo di Deirdre Elaine Cozier) e Rody Mirri sono due figure note nell'ambiente dello spettacolo, della musica e della vita notturna italiana, in particolare a cavallo tra la fine degli anni '70 e gli anni '80.
Il loro legame risiede proprio nelle tappe del periodo d'oro della disco music in Italia. Mirri, in veste di manager e organizzatore, ha incrociato la popolarità di Dee D. Jackson durante i suoi tour italiani dell'epoca. Come ricordato dallo stesso Mirri nei suoi aneddoti autobiografici:Ha curato o presenziato alle tappe del debutto della cantante in locali storici della penisola, come lo Studio 54 di Milano (poi Rolling Stone) e il celebre Green Club di Madonna di Campiglio tra il 1977 e il 1979, dove Dee D. Jackson si esibiva come star internazionale assoluta.
Curiosamente, Mirri ha raccontato che proprio durante le prove pomeridiane allo "Studio 54" per il concerto della sera, un giovanissimo ed esordiente Enrico Ruggeri si sedette a fianco di Rody che assisteva le prove,per chiedergli di far recapitare a Dee D Jakson una sua musicassetta dimostrativa.
Nelle foto - DEE D JAKSON E RODY MIRRI 1979
martedì 27 ottobre 2026
AURORA RAMAZZOTTI - OLTRE IL COGNOME..
La saggezza e l'ironia di Aurora Ramazzotti a Ballando con le
Stelle. Essere "figli d'arte" è un'arma a doppio taglio, soprattutto in Italia.
Quando i tuoi genitori si chiamano Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti, il
pubblico tende a dare per scontato che ogni traguardo, presenza televisiva o
progetto sia unicamente il frutto di una strada spianata dal proprio cognome. Si
tratta di un pregiudizio radicato che spesso porta a sottovalutare il reale
valore delle persone. Ma l'avventura di Aurora Ramazzotti sulla pista di
"Ballando con le Stelle" sta finalmente scardinando questo stereotipo, rivelando
una giovane donna e madre straordinariamente matura, ironica e consapevole.
UNA MATURITA' SENZA FILTRI:
In un mondo televisivo spesso dominato da maschere e falsi pudori, Aurora ha scelto la strada della verità. Nelle clip di presentazione e nei commenti a bordo pista, parla di se stessa con una disinvoltura e una trasparenza che hanno spiazzato e conquistato i telespettatori. Non si nasconde dietro i cliché della perfezione: racconta le sue fragilità, i pesi del passato e la sua quotidianità di giovane mamma con una schiettezza che crea un'empatia immediata. Questa capacità di mettersi a nudo, senza l'ansia di dover dimostrare a tutti i costi qualcosa, è il primo vero segno della sua grande saggezza.
L'IMPEGNO E LA VOGLIA DI IMPARARE:
C'è chi affronta i talent show con superficialità, e chi invece coglie l'occasione per mettersi davvero in gioco. Aurora appartiene decisamente alla seconda categoria. Fin dal primo giorno ha preso molto sul serio gli insegnamenti dei maestri di ballo, affrontando le lunghe ore di prove con dedizione, sudore e una fortissima voglia di apprendere. Questo rispetto per la disciplina del ballo e per il lavoro altrui dimostra una professionalità che va ben oltre i suoi trent'anni. Sul palco non scende una "figlia di", ma una concorrente determinata a superare i propri limiti fisici ed emotivi.
L'ARMA SEGRETA.. L'IRONIA:
Se la saggezza guida le sue riflessioni, l'ironia è senza dubbio la sua cifra stilistica. Aurora sa ridere di se stessa, sa incassare le critiche della giuria con un sorriso e sa rispondere alle provocazioni con battute intelligenti e mai banali. Questa leggerezza calviniana che non è superficialità, ma il modo migliore per planare sulle cose dall'alto senza avere macigni sul cuore le permette di smontare qualsiasi accusa di favoritismo. Chi la guarda ballare e parlare si rende conto che la sua presenza nel programma è giustificata dal suo carisma personale, non dal suo albero genealogico.
È giunto il momento di guardare oltre le apparenze e di riconoscere il merito di questa giovane donna. Aurora Ramazzotti sta dimostrando che si può essere figlie di giganti dello spettacolo e, al tempo stesso, brillare di luce propria. Con la sua partecipazione a "Ballando con le Stelle", ha dato una lezione di umiltà, tenacia e intelligenza emotiva. A chi l'ha sottovalutata finora non resta che ricredersi. A lei, invece, va solo un grande e sincero applauso. Chapeau!
venerdì 23 ottobre 2026
IL RECORD DA 216 KM/H DI GUIDO CAPPELLINI: QUANDO LA MOTONAUTICA DA LEGGENDA PASSO' IN TV
Il record da 216 km/h di Guido Cappellini: quando la motonautica da leggenda passò in TV
Nel 1996, le acque di Campione d’Italia sono state il palcoscenico di un'impresa memorabile. Il leggendario pilota di motonautica Guido Cappellini ha stabilito il record mondiale di velocità nella classe R 5000 sul chilometro lanciato, sfrecciando alla straordinaria velocità media di 216,702 km/h.
L'impresa fu realizzata a bordo del catamarano Primatist-DAC by Maserati, un bolide di 6,30 metri spinto da un propulsore Maserati turbo da 2000 cc capace di erogare ben 400 CV. Lo scafo nacque dalla sinergia tra la casa del Tridente e il cantiere Primatist di Tullio Abbate.
Un retroscena esclusivo: la svolta televisiva con Rody Mirri.
Dietro a questa storica pagina di sport c'è anche un affascinante retroscena manageriale e mediatico. Grazie alla stretta amicizia tra Bruno Abbate e lo stesso Guido Cappellini, i diritti televisivi di quel record furono concessi in esclusiva al noto produttore TV Rody Mirri.
Questo accordo segnò l'inizio di un sodalizio vincente. L'anno successivo, nel 1997, Mirri organizzò la spettacolare tappa del "Primatist Trophy" sulla rotta Santa Maria Maddalena (RO) - Trieste. L'evento, che portò il grande spettacolo della motonautica d'altura al grande pubblico, fu trasmesso in televisione su Rete 4, consacrando definitivamente la portata mediatica di queste incredibili sfide acquatiche.
martedì 20 ottobre 2026
SCRIVO SOLO QUANDO SONO INC...ATO, DELUSO O CURIOSO.
• Il triangolo del Potere (2002)
L'opera d'esordio dell'autore. Un testo che esplora i meccanismi, spesso d'ombra, le ambizioni e le dinamiche relazionali che muovono i fili del successo e dell'influenza nel mondo dello spettacolo e non solo.
• La donna del lago (2003)
Il primo vero romanzo di narrativa di Mirri. Ambientato in suggestive cornici lacustri, è un racconto intenso che mescola mistero, sentimenti e l'inconfondibile atmosfera degli incontri che cambiano il destino.
• Non volevo finisse così (2005)
Un romanzo profondo che segue la scia de La donna del lago, ampliandone i temi. Narra la storia tormentata tra Alessandro e Virginia, focalizzandosi sul peso del destino, della fortuna e della natura di un uomo che vive al di fuori di ogni regola.
• L'amore che non ho mai detto (2004)
Con la partecipazione di V. Sgarbi, Alda Merini, Andrea G. Pinketts, Pupi Avati e altri celebri nomi. Un progetto corale e unico in cui riflessioni, confessioni e intense visioni artistiche si intrecciano per dare voce a quei sentimenti profondi rimasti troppo a lungo taciuti.
• It's Your Song - Gianni Versace e Antonio D'Amico (2007)
Un emozionante libro biografico e fotografico che racconta la travolgente e appassionata storia d'amore, durata ben quindici anni, tra il celebre stilista Gianni Versace e il compagno Antonio D'Amico, andando oltre i misteri della sua tragica scomparsa.
• Peccato - Katharina Miroslawa (2013)
Un giallo reale tratto da una famosissima e controversa storia di cronaca nera italiana. Un viaggio tra relazioni clandestine, passioni, tradimenti e verità taciute legato alla figura di Katharina Miroslawa.
• Pensieri al buio (2021)
Una raccolta intima e riflessiva in cui l'autore mette a nudo le proprie considerazioni più personali, nate nei momenti di solitudine, introspezione e silenzio.
• Lettere D'amore - La mia ombra di ieri, la mia voce di oggi (2025)
L'opera più recente dell'autore. Mirri svela per la prima volta i dettagli e i retroscena delle sue più private avventure galanti con le donne che hanno segnato la sua vita, arricchendo il testo con vere lettere d'amore ritrovate nei cassetti.
lunedì 19 ottobre 2026
IL RICHIAMO DI PORTOFINO...IL VIAGGIO D'UN TEMPO E LA CERTEZZA DEI RICORDI
Ci sono luoghi che non si limitano a ospitare i nostri passi, ma mettono radici profonde nella nostra storia. Per me, quel luogo è Portofino. Di recente ho ceduto al richiamo del passato e ho deciso di ritornarci, guidato dal desiderio di rivedere quella perla incastonata nel blu, dove ho trascorso gli anni più indimenticabili della mia vita: quelli che vanno dal 1970 al 1990.
Cosa si cerca quando si torna dove si è stati felici? Forse se stessi, o forse quell'atmosfera irripetibile di un’epoca che sembrava non dover finire mai.Oggi, lo sappiamo, tutto è diverso. Il tempo non si ferma e la modernità ridisegna i contorni anche dei miti. Camminando, l'occhio cade inevitabilmente sui simboli di quella stagione d'oro. Il Covo di Nord Est è ancora lì, ma non gode più dell’epopea travolgente di quegli anni, quando la musica e le risate riempivano le notti liguri.
E poi il Pitosforo, lo storico punto di ritrovo del jet-set internazionale. Chi ha vissuto quel periodo non può fare a meno di rivedere, tra i tavoli, i volti di Liz Taylor, Richard Burton o Catherine Deneuve. Oggi il locale vive ancora della nomea leggendaria dell’epoca; lo chef Carlo Cracco tenta con la sua cucina di non far rimpiangere quei tempi, ma l'anima di un luogo è fatta anche delle persone che lo hanno reso eterno.
Alla mia età, sono i ricordi che battono forte nella testa. Eppure, guardando il mare di Portofino, non ho provato tristezza. C’era, piuttosto, una sana malinconia: quel sentimento dolceamaro che non vuole essere un mero rimpianto del passato, ma la lucida consapevolezza che niente e nessuno potrà far tornare ciò che è stato.
Quelli erano, senza ombra di dubbio, gli anni migliori di un’Italia diversa. Un’Italia che guardava al domani con fiducia, convinta che il futuro sarebbe stato roseo e pieno di opportunità. Oggi il panorama è cambiato, e non parlo solo di quello marittimo. Il presente e il futuro dell’Italia sembrano spesso coperti da nuvole nere, carichi di incertezze e timori che allora non credevamo possibili.
Ma forse il senso profondo di ritornare è proprio questo: riscoprire che, sebbene il mondo fuori sia mutato e il futuro appaia incerto, nessuno potrà mai toccare la bellezza di ciò che abbiamo vissuto. Portofino è cambiata, noi siamo cambiati, ma la luce di quegli anni splendidi resta custode della nostra parte migliore.
domenica 18 ottobre 2026
IL BLUFF DELLA RISTORAZIONE MODERNA. MENO IMPIATTAMENTI PIU SOSTANZA..
Dopo una serata in un noto ristorante, ennesima delusione. Oggi siamo tutti grandi chef, o almeno così ci piace credere. Complici i social e i mille programmi TV, la cucina è diventata uno show. Fin qui niente di male: la passione è sempre un valore. Il problema sorge quando questo "show" si trasferisce al ristorante e, soprattutto, sul conto finale.
Negli ultimi tempi i prezzi sono decollati. La colpa viene sistematicamente data al continuo aumento delle materie prime. Ma siamo sicuri che sia sempre così? Non basta la scenografia per giustificare il conto. Andare a cena fuori è diventato un investimento. Spesso, però, si paga l'apparenza e non la sostanza. Per giustificare cifre da capogiro non bastano più un locale di design o ben arredato. Una posizione invidiabile in centro o con vista. Camerieri che recitano poesie per descrivere un piatto.
Il trucco più diffuso? Decantare la provenienza esotica o chilometro zero di ogni singolo ingrediente, quando poi, stringi stringi, la qualità reale tradisce una spesa fatta al supermercato dietro l'angolo. Il marketing non può sostituire il sapore. Per salvare la ristorazione (e le tasche dei clienti) bisogna togliere il superfluo e tornare alle basi. La vera eccellenza si riassume in due fattori imprescindibili. Materie prime d'origine certificata. Se mi fai pagare un piatto come eccellenza, l'ingrediente deve essere autentico, locale, fresco e acquistato da produttori veri. La qualità della materia prima non si può camuffare. Meno intingoli e decorazioni superflue. Basta con piatti barocchi pieni di salsine colorate, spume geometriche e fiori edibili che servono solo a fare una foto su Instagram. La vera abilità di uno chef sta nell'esaltare il sapore pulito dell'ingrediente principale, non nel nasconderlo sotto strati di fumo. La ristorazione moderna sta esagerando. È ora di spegnere i riflettori del palcoscenico e riaccendere i fuochi della qualità vera. Meno estetica, più etica del piatto. Come i veri e bravi ristoratori di una volta..
martedì 13 ottobre 2026
MAURIZIO ARCIERI: DALLA RIVOLUZIONE BEAT DEI NEW DADA ALL' AVANGUARDI DEI KRISMA
Esistono artisti capaci di cavalcare il successo e altri capaci di inventare il futuro. Maurizio Arcieri (1942–2015), milanese doc, è stato entrambe le cose. Prima idolo delle ragazzine negli anni '60 con il beat dei New Dada, poi raffinato interprete solista e infine, insieme all'inseparabile moglie Christina Moser, pioniere assoluto della New Wave e del synth-pop europeo con i Krisma.
Gli anni '70 e '80: La metamorfosi nei Krisma
Se gli anni '60 furono quelli dell'esplosione, il decennio successivo segnò la vera rivoluzione transgressiva di Arcieri. Nel 1976 nascono i Chrisma (dall'unione dei nomi Christina e Maurizio, poi modificati in Krisma nel 1980).Mentre l'Italia ascoltava ancora prevalentemente la canzone d'autore e il pop tradizionale, Maurizio portò nel nostro Paese le sonorità del punk sintetico e della minimal wave, collaborando con produttori leggendari come Niko Papathanassiou e frequentando i famosi Arny's Shack studios a Londra. Successi europei come Black Silk Stocking (1976), l'album Chinese Restaurant (1977) e la celeberrima Many Kisses (dall'album Cathode Mamma del 1980) ridefinirono completamente i confini della musica pop italiana, unendo elettronica glaciale, look feticista e attitudine sfrontata.
Amarcord: Quella notte a Bolzano nel 1980
"Ebbi il piacere di conoscere Maurizio a Milano nel 1979, in un momento di incredibile fermento creativo. L'anno successivo, nel 1980 come organizzatore, lo invitai a Bolzano per l'evento 'Meeting' al Palazzo del Ghiaccio."
Quella serata fu una fotografia perfetta della transizione musicale dell'epoca. Sul palco del Palazzo del Ghiaccio si alternavano le leggende e i complessi più gettonati d'Italia:
- L'Equipe 84, alfieri del beat più puro.
- I Dik Dik, con le loro storiche e intramontabili ballate romantiche.
- I Camaleonti, maestri della melodia italiana.
In mezzo a questi giganti della tradizione pop e beat, la presenza di Maurizio Arcieri rappresentava il ponte perfetto: un artista che aveva condiviso le stesse radici degli anni.
(Nella foto 1980 Bolzano - Maurizio Arcieri,Cristina Moser con la loro ballerina e Rody Mirri)
lunedì 12 ottobre 2026
venerdì 9 ottobre 2026
ADDIO A FEDERICO "L'OLANDESE VOLANTE"
La voce che rivoluzionò la radio (e quel mio ricordo a Madonna di Campiglio)
Stamattina una pessima notizia. Il mondo della radiofonia piange una delle sue stelle più luminose e rivoluzionarie. All’età di 76 anni si è spento Federico "L'Olandese Volante" (all’anagrafe Frederik Matthijs Van Stegeren), storico disc jockey e conduttore che ha letteralmente reinventato il modo di fare etere in Italia. Per me, però, Federico non era solo la voce leggendaria di Radio Monte Carlo, Radio 105 o RTL 102.5. Era anche un volto e un'energia indelebile legata a un periodo magico della mia vita.
Il mio primo incontro con lui risale agli anni '70, nella splendida cornice di Madonna di Campiglio. Allora Federico infiammava le serate della perla delle Dolomiti stando dietro alla consolle, prima come DJ al celebre Stork Club e successivamente al Pappagallo.
Chi ha vissuto quegli anni sa bene che atmosfera si respirasse, ma lui ci metteva qualcosa in più. Ricordo ancora vividamente la sua simpatia travolgente e le sue risate contagiose. Impossibile dimenticarlo a bordo della sua iconica MG cabriolet, mentre sfrecciava accompagnato dalla sua compagna dell'epoca, una giovane e bellissima hostess svedese. Rappresentava perfettamente lo spirito dell'epoca: libertà, passione per la musica e una gioia di vivere fuori dal comune. Ci siamo incrociati di nuovo qualche anno fa insieme a Fernando Proce, è stato un momento emozionante, un tuffo nel passato a ricordare i vecchi tempi trascorsi in montagna e le tante canzoni che ci avevano fatto ballare. Il microfono si spegne, ma l'eco della tua voce inconfondibile resterà eterno nell'aria. Ciao Federico, pioniere di tutti noi ascoltatori.
RICCIONE 1996 - QUANDO LE DIVE DI BRUNO OLIVIERO ILLUMINARONO L'HOTEL MEDITERRANEO
La mostra fotografica di Bruno Oliviero all'Hotel Mediterraneo di Riccione, inaugurata nel 1996, rimane uno degli eventi più iconici e scintillanti della Dolce Vita romagnola degli anni Novanta.
Il celebre "fotografo delle dive" (scomparso nel 2019) scelse proprio gli spazi del rinomato grand hotel in Piazzale Roma, a pochi passi dal mitico Viale Ceccarini, per esporre i suoi leggendari ritratti. In mostra c'erano i volti delle più grandi stelle del cinema, dello spettacolo e della moda italiana e internazionale: icone del calibro di Sophia Loren, Monica Bellucci, Ornella Muti e Sabrina Ferilli. L'inaugurazione fu un vero e proprio bagno di folla e di mondanità, impreziosito dalla presenza di ospiti d'eccezione come l'attore Remo Girone insieme alla consorte, l'attrice Vittoria Zinny.
In quel decennio d'oro, gli hotel e i club di Riccione non erano semplici luoghi di soggiorno, ma veri e propri epicentri culturali e di costume, capaci di attrarre il fulcro dello showbiz e della moda internazionale.
Dietro la magia di quell'evento ci fu la firma di Rody Mirri, storico manager e stretto amico di Bruno Oliviero. Un sodalizio umano e professionale, il loro, che ha segnato la storia dello spettacolo italiano: fu proprio grazie a questo legame che Oliviero realizzò i primissimi, storici servizi fotografici che lanciarono una giovanissima Vittoria Belvedere (pubblicati sul settimanale 7 del Corriere della Sera) e i celebri scatti alla ballerina polacca Katharina Miroslawa, finiti sulle copertine dei più importanti rotocalchi dell'epoca.
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