giovedì 3 settembre 2026

IL TRENTINO DIETRO LE QUINTE. COME HO PORTATO LA MIA TERRA SUL PICCOLO SCHERMO...



Ci sono luoghi che restano nel cuore e storie che meritano di essere raccontate, soprattutto quando il legame con la propria terra d'origine si trasforma in una splendida avventura professionale. Essendo nato in Trentino e precisamente a Pinzolo, ho sempre avvertito una sorta di missione profonda: sfruttare ogni occasione lavorativa per diffondere e valorizzare le bellezze straordinarie della mia terra natia attraverso i programmi televisivi.
Tanti i ricordi, tra i più più emozionanti risalgono al 1995 in qualità di responsabile delle location, scelsi con convinzione Andalo e Molveno come scenari ideali per una nuova produzione. Quel progetto era "La voce del cuore", una miniserie televisiva di Canale 5 prodotta da Aran e diretta dal regista Lodovico Gasparini.

                                                                                
                                             Pinzolo - Funivie Doss del Sabion

Quando la serie andò in onda in quattro puntate nell'autunno del 1995, il pubblico si innamorò non solo della trama, ma anche di quegli scorci trentini mozzafiato. Il cast era a dir poco stellare: i protagonisti erano Gianni Morandi e Mara Venier, che recitavano a fianco di Andrea Roncato e di una giovanissima e talentuosa Claudia Pandolfi. Il coronamento di quel duro lavoro arrivò nel 1996, quando "La voce del cuore" vinse un riconoscimento importantissimo: il Telegatto come "Miglior film TV". Un orgoglio immenso, non solo per la produzione, ma per tutto il territorio che ci aveva ospitato. Durante la cerimonia dei Telegatti 1996, la fiction trasmessa da Canale 5 e diretta da Lodovico Gasparini ha trionfato nella sua categoria, superando le altre produzioni finaliste della Rai (Donna e Il grande Fausto) A ritirare la statuetta furono i due protagonisti principali, Gianni Morandi e Mara Venier. Quella serata fu particolarmente fortunata per Mara Venier, che vinse altri due premi personali come personaggio femminile dell'anno e per la conduzione del quiz Luna Park

Quella fiction, però, è stata solo una delle tante tappe di un percorso guidato dalla passione per la mia regione. All'epoca avevo cercato di fare del Trentino il palcoscenico ideale per la grande televisione italiana.
Come dimenticare il divertimento e l'energia di "Bellezze sulla neve", la storica trasmissione di Canale 5 che portammo nella splendida cornice di Madonna di Campiglio e Pinzolo? O le tappe di "Superclassificashow", sempre su Canale 5  a Comano Terme, Val di Non e Pinzolo.
Proprio a Pinzolo abbiamo firmato un momento di televisione memorabile e adrenalinico: la spettacolare discesa del grandissimo alpinista Ermanno Salvaterra dal campanile più alto del Trentino. Un'impresa d'impatto visivo straordinario, tanto che le immagini vennero trasmesse la sera stessa all'interno dei telegiornali nazionali di TG5, Rete 4 e Italia 1.

Dietro a ogni inquadratura, a ogni sigla e a ogni premio c'è stato il desiderio costante di mostrare all'Italia intera la maestosità delle nostre montagne e l'accoglienza dei nostri paesi. E la soddisfazione più grande, oggi, è sapere che quelle immagini sono rimaste impresse nella storia della televisione e negli occhi di milioni di telespettatori. Desidero concludere ricordando che questa è solo una parte delle trasmissioni e degli eventi che ho avuto il privilegio di realizzare nella mia regione. Mi preme sottolineare che, sebbene valga spesso il vecchio detto secondo cui nessuno è profeta in patria e avrei mille motivi personali per poterne confermare la veridicità, niente e nessuno potrà mai cancellare o farmi scordare gli anni più belli della mia gioventù, trascorsi dove sono nato.



domenica 30 agosto 2026

QUANDO LA TRASGRESSIONE DIVENTA UNA DIVISA IN SERIE...

                                                     


Ovviamente è un mio personale giudizio. Guardatevi intorno quando camminate per strada o quando sfogliate i social. Cosa vedete? La sensazione visiva è forte, quasi destabilizzante. Vediamo oggi persone di ambo i sessi, soprattutto giovani donne e uomini, letteralmente zeppi di tatuaggi. Macchie d'inchiostro che coprono il collo, le gambe, le braccia, la schiena. Abiti speculari, acconciature identiche, atteggiamenti fotocopiati. Un look totalizzante che vorrebbe gridare "separazione", "trasgressione", persino "volgarità mirata" per stupire, ma che ottiene un risultato opposto. Oggi sono tutti disperatamente uguali a tantissime altre persone. A me, sinceramente, tutto questo fa sorridere. Ma fa anche riflettere su una tristezza infinita.
Il paradosso dei robot in serie
L’idea che allinearsi alla moda del momento sia una scorciatoia per esprimersi è il più grande inganno dei nostri tempi. Questa corsa all’estetica di tendenza porta solo a grandi delusioni. Pensiamo di liberarci dai vecchi schemi e finiamo per infilarci in una nuova gabbia. Ci si vuole mostrare alternativi, ma si finisce per diventare robot in serie. Uno dei centomila. Una catena di montaggio dell’apparenza in cui l’unicità viene sacrificata sull'altare dell'approvazione di massa. Il grande errore di questa generazione è l'emulazione cieca. I giovani guardano le star e le copiano, dimenticando un dettaglio fondamentale: le celebrità esibiscono l'eccesso per lavoro. Per loro l’esagerazione è marketing, è business, è la necessità assoluta di apparire e stupire un pubblico per vendere un prodotto.
Portare quell'eccesso nella vita reale, pensando che definisca chi siamo, è un'illusione vuota. Diciamolo con franchezza: copiare è semplicemente riconoscere i limiti della propria personalità. Significa gridare al mondo che non si ha abbastanza inventiva, o abbastanza coraggio per scavare dentro di sé e capire cosa ci piace davvero. La moda più consona, quella vera, deve fare tutto un altro percorso. Deve rispecchiare la tua personalità, il tuo gusto personale, la tua intima logica di eleganza. 
Oppure, molto più semplicemente, deve darti la libertà di vestirti come ti pare, senza che nessuno ti debba concedere il permesso. Il proprio look è un fatto privato. Non deve essere una richiesta di attenzione, né il disperato bisogno di appartenere a un gregge.
                                                                          

La vera trasgressione, oggi, non è coprire ogni centimetro di pelle con un tatuaggio uguale a quello di altri mille individui. La vera trasgressione è avere il coraggio di essere se stessi.
                                                                                        
                                                                       









I

martedì 25 agosto 2026

"LA CANZONE DEL CUORE" TMC 1995

                                                                                  

                       Federica Moro e Rody Mirri a Cento (FE) Pausa registrazione "La canzone del cuore"

                                                                           

La Genesi del Format: Lo show nasce da un'idea di Rody Mirri, che ne cura l'intera produzione esecutiva e la realizzazione attraverso la sua struttura (la Format Business Group.tv ). Venne concepito come una produzione agile e itinerante strutturata in 15 puntate pre-registrate e poi cedute all'emittente per la messa in onda estiva.

  • Il Team Creativo: Mentre Mirri gestiva l'aspetto produttivo e l'idea originaria, la scrittura dei testi e l'adattamento televisivo furono affidati a Nanni Zedda nel ruolo di autore capo. 
  • Il Palinsesto e la Conduzione: Trasmesso nella fascia preserale (intorno alle 19:15) nell'agosto del 1995, il programma faceva leva sulla freschezza di Federica Moro e Rosita Celentano, icone della giovinezza dei primi anni '90.
                                                                        
Rosita Celentano conduttrice e Rody Mirri produttore della "Canzone del cuore" 1995
  • Il Contesto Storico e  la "Terza Via" di TMC
    Per dare spessore "La Canzone del Cuore" nel contesto di TMC del 1995 è fondamentale. Quell'estate ha rappresentato lo spartiacque della rete:
    • L'Addio a Rede Globo: La rete stava abbandonando lo stile austero e "brasiliano" imposto dalla gestione Rede Globo, famosa per le telenovelas e per un'impostazione tecnica impeccabile ma a basso budget locale.
                                                                    

    • L'Era Cecchi Gori: Proprio in quei mesi si formalizzava il passaggio al produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori, che voleva trasformare TMC nel terzo polo TV italiano, sfidando la Rai e Fininvest (comperando i diritti del grande calcio e ingaggiando star come Alba Pairetti e Massimo Caputi poco dopo).
    • La Scelta delle Produzioni Esterne: Programmi come quello di Rody Mirri servivano a TMC per "riempire" i palinsesti estivi con format musicali e leggeri preconfezionati a costi contenuti, ma con volti noti al grande pubblico (Moro e Celentano) per attrarre gli inserzionisti pubblicitari.
    • Il successo dei circuiti nazionali alternativi (come Nuova Rete, Italia 7 o Cinquestelle) che campavano proprio di format musicali itineranti registrati nelle piazze durante i tour estivi.
    • Lo stesso Rody Mirri in quel periodo ha firmato altre produzioni storiche "di territorio" (come Un'Italia per Miss Mondo su Italia 7 nel 1995), dimostrando come i produttori indipendenti fossero i veri motori della TV commerciale estiva fuori dai colossi di Cologno Monzese e di Via Teulada.