mercoledì 18 febbraio 2026

VALENTINA CRISTIANI INTERVISTA TERRY SCHIAVO IN "BELLA FORTE IMPERFETTA"

#NONSOLOCALCIO Rubrica a cura della giornalista Valentina Cristiani 💥TERRY SCHIAVO NON SOLO CALCIO Di Valentina Cristiani Terry Schiavo è giornalista pubblicista dal 2010, scrittrice e un volto noto del panorama radiotelevisivo come opinionista. Nel corso della sua carriera, ha fatto della narrazione autentica la sua missione, raccontando le persone, le emozioni e le metamorfosi della società con uno sguardo libero, attento e lontano da ogni forma di superficialità. La sua poliedricità l’ha portata a espandere i propri orizzonti oltre l'editoria: Terry è infatti co-founder di LeStilose, un brand di borse e accessori in crochet creato insieme alla socia e amica Svetlana Silycheva. Questo progetto imprenditoriale nasce da una profonda passione per l’artigianalità e dalla convinzione che la creatività debba tradursi in oggetti fatti con cura, capaci di trasmettere valore nel tempo. La scrittura e il contatto umano rappresentano il cuore pulsante del suo lavoro e della sua vita privata. Terry intende la comunicazione come un ponte tra le persone, alimentando costantemente il proprio mondo interiore attraverso la lettura, la riflessione e il valore del silenzio. Credendo fermamente nella crescita personale come responsabilità quotidiana, coltiva relazioni autentiche e profonde. Guardando al futuro, Terry Schiavo si pone l’obiettivo di continuare a generare contenuti che abbiano un senso compiuto e duraturo. La sua visione si traduce in progetti che parlano alle persone piuttosto che agli algoritmi: libri, incontri e dialoghi veri pensati per lasciare una traccia concreta, mettendo sempre l'essenza e la sostanza al di sopra della semplice apparenza. D. Nel libro parli di "ansia da felicità". Viviamo in un’epoca social in cui sembra obbligatorio apparire sempre al top: come possiamo difenderci da questa pressione sociale che ci vuole costantemente sorridenti, impeccabili e performanti? "L'ansia da felicità” e la pressione social. Viviamo in un’epoca in cui la felicità è diventata una prestazione. Sui social sembra che dobbiamo essere sempre sorridenti, vincenti, impeccabili. E questo genera una pressione enorme, soprattutto sulle donne. Per difenderci dobbiamo fare una scelta coraggiosa: smettere di confrontarci continuamente. La felicità vera non è una vetrina, è un percorso fatto anche di fragilità, stanchezza, dubbi. Nel libro invito a normalizzare l’imperfezione emotiva: non dobbiamo essere sempre felici per essere degne. Siamo abbastanza anche quando siamo stanche, confuse, in crescita. D. Definisci il tuo libro non come un manuale, ma come uno "specchio" e un "trampolino". Qual è stata la scintilla o il momento esatto della tua vita in cui hai capito che dovevi smettere di guardarti e iniziare a "saltare"? Lo “specchio” e il “trampolino”. La scintilla è stata rendermi conto che per anni avevo guardato me stessa solo attraverso il giudizio: mio, degli altri, della società. A un certo punto ho capito che non volevo più limitarmi ad analizzarmi, ma volevo scegliere di vivere davvero. Lo specchio serve per riconoscerti. Il trampolino serve per saltare, per osare, per smettere di rimandare. Quel momento è stato quando ho deciso che non volevo più essere “all’altezza degli altri”, ma fedele a me stessa. D. Scrivere di autostima significa spesso mettersi a nudo. Qual è stato il capitolo più difficile da scrivere, quello in cui ti sei sentita più vulnerabile? E quando e come è nata l'idea di scriverlo? Il capitolo più difficile. Il capitolo sul potere dell’esempio e sulla responsabilità emotiva è stato tra i più difficili. Scrivere di autostima significa guardarsi senza filtri. Ammettere errori, incoerenze, fragilità non è mai semplice per nessuno. L’idea del libro è nata proprio da questo: dal bisogno di trasformare le cadute in strumenti utili. Non per insegnare ma condividere. D. Oggi siamo immersi in un'estetica social che sta virando verso l'imperfezione cercata (il trend Real vs Perfect). Tu che sei una giornalista e una content creator, come distingui l'autenticità vera che proponi in Bella, Forte e Imperfetta da quella che è diventata solo un'altra strategia di marketing per ottenere like? Autenticità vera vs marketing dell’imperfezione. Oggi anche l’imperfezione è diventata una strategia. Si mostra la “fragilità” solo se fa engagement. La differenza sta nell’intenzione. Nel mio libro e nel mio lavoro non racconto fragilità per ottenere like, ma per creare connessioni reali. L’autenticità vera non è studiata, non è sempre bella, non è sempre comoda. È dire: “Anch’io sbaglio. Anch’io ho paura. Anch’io sto imparando.” E farlo senza costruirci sopra un personaggio. Credit Ph by Vanessa Gomes Da Silva – fotografa e videomaker @vanygom Casa Editrice @poderosaedizioni Management e firmacopie @the_mac_live_official

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