domenica 13 settembre 2026

MAGAZINEBLOG - OGGI LE FATIDICHE "5 DOMANDE CONFIDENZIALI" A RODY MIRRI


                                               


    

Leggendo interviste e redazionali la sua vita non è stata certo monotona. Voluta o cercata o semplicemente era destino?

Direi che si è trattato di un perfetto mix tra destino e una costante, instancabile curiosità. Non mi sono mai seduto ad aspettare che le cose accadessero. Ho sempre cercato il movimento, la novità, l'idea fuori dagli schemi. Il destino ti mette davanti ai bivi, ma sei tu a dover scegliere la strada più stimolante, anche se a volte è la più tortuosa. Se avessi voluto una vita monotona, avrei fatto un altro mestiere.

 Cosa rimpiange del suo passato?

Chi dice di non avere rimpianti spesso mente o non ha vissuto davvero. Se guardo indietro, forse l'unico vero rimpianto è legato al tempo: quello che avrei potuto dedicare di più a certi affetti o a me stesso nei momenti in cui la carriera lavorativa, le relazioni sentimentali e la corsa verso il successo mi assorbivano completamente. Ma ogni errore e ogni deviazione mi hanno reso l'uomo che sono oggi, quindi guardo al passato con gratitudine, non con malinconia. 

Che ruolo hanno avuto le donne nella sua vita, sia artistica che sentimentale?

Un ruolo assolutamente centrale, direi vitale. Dal punto di vista artistico e professionale, ho avuto la fortuna di lavorare con figure straordinarie: la sensibilità, l'intuito e la determinazione femminile sono sempre stati una marcia in più nei miei progetti comprese alcune delusioni.  Sentimentalmente... beh, le donne sono state la mia più grande ispirazione e, a volte, la mia debolezza più dolce. Senza l'universo femminile, la mia vita e i miei libri sarebbero stati privi di colore.

Lo hanno definito in tre parole: Generoso, amante del rischio e un debole per il fascino femminile. Corrisponde al vero?

Mi riconosco molto in questo ritratto, non posso negarlo. La generosità per me è un modo di intendere i rapporti umani: dare senza calcoli. L'amore per il rischio fa parte del mio DNA professionale; senza un pizzico di azzardo non avrei mai realizzato i sogni che avevo nel cassetto. E sul debole per il fascino femminile.. beh, confermo pienamente. Ma attenzione: il fascino per me non è mai solo estetica, è carisma, intelligenza, mistero.

 Ha scritto una decina di libri. Come mai questa abitudine?

Se ben ricordo credo siano più di dieci.. La scrittura per me non è un'abitudine, ma una necessità biologica e un rifugio.
Il bisogno di mettere ordine nel caos dei ricordi e delle emozioni. Scrivo solo quando sono incazzato, deluso o curioso,  Mai quando sono felice. Nei miei libri,  da "La donna del lago" a " Non volevo finisse così"  c'è la mia parte più intima. Scrivo per lasciare una traccia, per confessarmi e, in fondo, per continuare a dialogare con gli altri anche quando cala il silenzio.


GINEVRA DE SANTIS - MAGAZINEBLOG 

 

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