mercoledì 3 settembre 2014
SABRINA GANDOLFI, TUTTO SCRITTO NEL SUO DNA.....
SABRINA GANDOLFI, TUTTO SCRITTO NEL SUO DNA....Mi piace ricordarla quando appena diciottenne si presentò in ufficio per un casting. Eravamo nel 1988. Stavo organizzando una tournèe nelle discoteche italiane con un gruppo di ragazze, composto da ballerine, comiche e cantanti. "SOLODONNE" era il nome che avevamo deciso di utilizzare. Non fu difficile capire dopo un breve colloquio che per la conduzione di questa compagnia, Sabrina giovane studentessa,era la persona giusta. Bella simpatica e coinvolgente, furono queste le prime sensazioni che lei trasmise. Esordi con "Ne sei sicuro? non ho mai preso in mano un microfono". Debuttammo in una discoteca di Lignano (Mediterranèe) e successivamente in un altro locale a Borgosesia. In quel periodo nelle disco proporre uno spettacolo così variegato non funzionò, le platee giuste per quel genere erano i teatri ma trovare spazi diventò un problema e tutto fini così con un nulla di fatto. Oggi ricordo con soddisfazione quel mio intuito e la conduzione della "Domenica sportiva" è il giusto riconoscimento ad una seria e brava professionista.
(Nella foto le ragazze "NONSOLODONNE" con il manager Rody Mirri)
Sabrina Gandolfi è una giornalista e conduttrice televisiva italiana divenuta famosa per aver affiancato Mike Bongiorno negli anni ’80 e poi per essere diventata una giornalista sportiva di spicco della Rai. Cerchiamo di conoscere un pò di più sulla sua biografia e sulla sua carriera.
Biografia Wikipedia di Sabrina Gandolfi, giornalista sportiva RAI
Come è possibile leggere anche nella sua biografia Wikipedia ufficiale, Sabrina Gandolfi è nata a Bollate il 7 novembre 1968. La sua carriera nel mondo dello spettacolo inizia nel 1989, quando affianca Mike Bongiorno nel quiz televisivo “Telemike“. Negli anni ’90, Sabrina lavora per diverse emittenti locali, conducendo programmi calcistici che le permettono di farsi notare nel panorama giornalistico sportivo. Nel 1999, diventa giornalista professionista e approda a Italia 7 Gold, dove è tra i responsabili del programma “Diretta stadio… ed è subito goal!” e conduce il notiziario sportivo “Tg Settesport“.
Il 2003 segna l’inizio della sua collaborazione con Rai Sport, entrando a far parte della redazione e diventando una delle principali croniste di “Domenica Sprint“. Negli anni successivi, partecipa a numerosi programmi sportivi della Rai, tra cui “Dribbling” e “La Domenica Sportiva“. Successivamente, conduce la versione estiva de “La Domenica Sportiva” e, dal 2008, affianca Paolo Paganini alla conduzione di “Sabato Sprint“. Dal settembre 2015, le vengono affidate le interviste post-partita delle partite ufficiali ed amichevoli della Nazionale italiana fino a quando, nel 2017, torna a condurre la versione estiva de “La Domenica Sportiva” e, nel febbraio 2018, conduce gli studi mattutini e pomeridiani delle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang su Rai 2 e Rai Sport + HD. Durante la stagione 2019-2020, in seguito all’emergenza COVID-19, conduce nuovamente “La Domenica Sportiva” al posto di Jacopo Volpi e Paola Ferrari. Nella stagione 2020-2021, si occupa, in studio, delle gare della Coppa del Mondo di sci alpino, insieme a Paolo De Chiesa, dei match pomeridiani dell’Europeo di calcio e dell’Olimpiade di Tokyo.
martedì 2 settembre 2014
mercoledì 6 agosto 2014
domenica 3 agosto 2014
GOLDIGGER D'UN TEMPO CHE FU - CARLA LIOTTO e RODY MIRRI
Articolo pubblicato da "LE VIPERE.COM"
Goldigger d’un tempo che fu: Carla Liotto
agosto 4, 2014
Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare dal Vipers nel lontano 1993. Alla radio suonava il blues degli Stones (883), Barbara D’Urso era stata assunta dal padre di Corona, il compianto Vittorio, come intervistatrice per la rivista King (un mese arrivò ad intervistare se stessa) e in tv, alMaurizio Costanzo Show, imperversava una smandrappata proto Fico, ma più scaltra, che sarebbe passata alla storia delle poracce col pedigree. Lei era Carla Liotto, ventenne di umili origini creata da Rody Mirri (ex agente di Hunzy, Vittoria Belvedere ed altre showgirl dal corpo generoso che tanti momenti indimenticabili regalarono a federiche mani amiche dei giovinetti anni Novanta) e la sua missione dichiarata trovare un uomo ricco! Ebbene, Carla ci riuscì in tempo record mettendosi e figliando con un calciatore, Marco Simone, centrocampista del Milan, e il resto della storia lo trovate nelle cronache gossippare del Principato di Monaco.
Il Vipers vuole oggi ricordare la storia edificante di Carla che, dopo qualche anno di concorsi di bellezza, servizi fotografici pornosoft, finti fidanzamenti con Jovanotti (come Valeria Marini) e cattive compagnie, ha trovato l’amore con la a maiuscola diventando madre e moglie devota di un milionario. E buona camicia a tutti! Ma soprattutto grazie a viperaTorquemada per gli screenshot (in fundo, insieme al topless incestuoso di Barbara D’Urso) e per averla riportata nelle nostre vite ora che Claudia Galanti tornerà a vendere zagare alla stazione.
Carla Liotto-Rody Mirri
domenica 13 luglio 2014
KEVIN LIBERATORE...UN INGUARIBILE ISTRIONE.
E' Domenica 13 Luglio sono le 9.15 e questa giornata inizia nel modo peggiore, la morte causa un incidente stradale di Kevin Liberatore..una notizia che arriva come un una frustata in pieno volto.
Una sigaretta maledetta in bocca, subito, cercando di placare la sconfortante sensazione di incredulità che mi coglie ogni qualvolta la mente convive con una triste realtà.
Era il 26 Giugno, esattamente 18 giorni fa dalla ultima telefonata che Kevin mi ha fatto. Un invito per presenziare in qualità di giurato per il concorso "Miss Europe Continental" al "Le Cap" di Lugano. L'ultima serata trascorsa insieme fu a Milano, in occasione della presentazione del mio ultimo libro al "11Clubroom".
Kevin era un tornado di allegria e simpatia che oscurava una vena malinconica, tipica di un essere intelligente e fiero. Correva Kevin, sempre, in tutto quello che faceva. Organizzava serate e avvenimenti con un entusiasmo smisurato e ci metteva l'anima.
Voglio però ricordarlo con una frase di Charles Aznavour che rispecchia Kevin come lui sicuramente avrebbe voluto "Io sono un istrione e la teatralità scorre dentro di me".
Ciao Kevin, non ci vedremo a Lugano ma il tuo numero dal telefonino non lo cancello.....venerdì 11 luglio 2014
domenica 15 giugno 2014
SE CAMBI SEI SOLO, SE VINCI ARRIVANO TUTTI.
Ci sono dei momenti nella vita in cui noi imbocchiamo una strada nuova.
Succede quando una delusione affettiva ci lascia senza speranze, quando un licenziamento inaspettato ci obbliga a modificare radicalmente il nostro futuro, oppure quando abbiamo per mille o più ragioni una disperata voglia di lasciarci tutto alle spalle.
In tutti questi casi siamo costretti ad abbandonare il nostro mondo e siamo scaraventati in un territorio pieno di insidie dove navighiamo a vista senza sapere quale sarà il nostro destino. Ovviamente più è importante la posta in gioco, più rischiosa ed incerta diventa l'impresa. Guai un attimo di distrazione e spesso proprio quando ci avviciniamo alla meta le difficoltà aumentano. E come sempre la cosa più impressionante è che mentre metà delle difficoltà proverranno dal mondo esterno, l'altra metà ci verrà dall'incomprensione di coloro che dovrebbero stare dalla nostra parte, al nostro fianco.
Anche le persone vicine, la famiglia, gli amici più intimi resteranno allibiti, sconcertati, si tireranno in disparte stanno a guardare. Sopra tutto quelli che consideravamo gli amici più cari diventeranno diffidenti, sospettosi, criticando senza difenderci dagli attacchi che noi subiremo.
Per gli amici, la nostra nuova strada, indipendentemente dalle motivazioni che determinerà questo cambiamento e che ci porterà inevitabilmente a nuove scelte di vita, scompaginerà il mosaico del quadro che avevano di noi, disturbando l'immagine che hanno di se stessi, turbando la loro pseudo serenità. Se il cambiamento è sentimentale si percepirà dai loro sguardi la critica e la diffidenza. Alcuni ci sconsiglieranno di farlo, altri ci interrogheranno per vedere se siamo sani di mente. Di un uomo diranno che ha perso la testa, di una donna che è una poco di buono.
Così dovremmo arrampicarci in solitudine e le persone che dovrebbero esserci più vicine ostentatamente non si accorgeranno del nostro sostanziale mutamento e sarà più facile che l'aiuto arrivi da uno sconosciuto, da un soccorritore esterno.
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| RODY RODOLFO MIRRI |
Così dovremmo arrampicarci in solitudine e le persone che dovrebbero esserci più vicine ostentatamente non si accorgeranno del nostro sostanziale mutamento e sarà più facile che l'aiuto arrivi da uno sconosciuto, da un soccorritore esterno.
Se il tentativo di cambiamento da noi voluto testardamente finirà male, i critici esulteranno perchè avevano ragione. Però di solito chi non risica non rosica e allora, dopo la nostra soddisfazione per le scelte fatte, gli amici ritorneranno festanti. Arriveranno tutti e tutti diranno di averci sempre capito."Ti ricordi? Ti ricordi?"ci mormoreranno reinventando il passato. E noi che in solitudine ci siamo arrabbiati e sofferto per i loro pregiudizi, ci consoleremo con questa menzogna collettiva.
mercoledì 4 giugno 2014
IL MONDO NON SI FERMA
Pinzolo - Correva l'anno 1971
Il mondo non si ferma e forse è giusto così, ma per ogni innovazione qualcosa si perde. Oggi tutto dura poco e le mode si adeguano penalizzando però, quelle sane e semplici abitudini, che per ogni nostra azione erano accompagnate da un consapevole desiderio rubato al tempo.
Chi si ricorda più delle "cartoline" che in ogni nostro viaggio sancivano un pensiero verso chi soggiornava nelle nostre menti e nei nostri cuori; non era un semplice e veloce mms inviato con il telefonino, allora impiegavamo tempo per trovare tra tante immagini quella più indicata, anche la stesura dei saluti era quasi sempre lenta, riflessiva e ponderata. Poi francobollo, e la ricerca della cassetta dove imbucavamo i nostri pensieri.
Quando si riceveva una lettera scritta a mano dalla fidanzata/o o da qualche amica/o creava sempre un turbamento, la si leggeva da soli, attentamente, soffermandosi su alcune frasi che fatalmente contribuivano ad una emozione immediata e ben diversa da quella che può dare un messaggio su un freddo materiale plastificato.
Allora ci si parlava guardandosi negli occhi e per ogni appuntamento il dilemma di cosa mettersi per piacere e piacersi e quei maledetti capelli che non stavano mai al loro posto.
Oggi esiste Facebook, Twitter ed altri social dove ognuno appare e comunica come desidera o come si pensa che altri desiderano. Le immagini si scelgono con cura scartando altre meno belle, magari utilizzando il photoshop falsificando la realtà e con la volontà di farle circolare il più possibile aggiungendo frasi quasi sempre rubate e scritte da altri non sapendo che la visibilità la desidera sopratutto chi è ignorato dai più.
Che fine hanno fatto le grandi compagnie di giovani che si ritrovavano sempre nello stesso posto, quasi sempre un bar o una piazza, dove nascevano e partivano nuovi amori condite con relazioni speranzose, quando ancora si credeva che "Uno per tutti e tutti per uno" non era un semplice slogan ma un sano principio e c'era sempre un jukebox che con cento lire potevi ascoltare tre delle tue canzoni preferite.
Chissà se esistono ancora le cene di classe dei diciottoenni quando si festeggiava il passaporto per la vita. Oggi, quelle rare volte che ci si ritrova per rinvigorire il passato ti accorgi fissando i tuoi coetanei che il tempo è volato via irrimediabilmente.
Ma come dicevo il mondo non si ferma e forse è giusto così. Probabilmente le mie sono riflessioni di chi ha superato gli "anta", i tempi supplementari, e si intravedono i "rigori". Di una cosa sono però convinto... davanti a noi stanno cose migliori di quelle che ci siamo lasciati alle spalle e anche se il futuro ci spaventa e il passato ci trattiene è il presente che maledettamente ci sfugge.
L'oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.sabato 5 aprile 2014
CUORE E SOGNI...
I percorsi della vita sono tanti e non sai mai dove ti porteranno. Non lo puoi sapere e non puoi immaginare cosa ti aspetta dietro l'angolo.
Si vive intimiditi dalle nostre emozioni quotidiane: rabbia, testardaggine, gelosia, gioia..e sempre più spesso si resta attaccati a delle stupide convinzioni solo perche la paura di affrontare la vita ci blocca, rendendo tutto abitudinario trasformando in un altalena ripetitiva le nostre speranze e i nostri sogni dimenticandoci che i sentimenti quali la delusione, la rabbia, il risentimento e la paura ci mostrano con chiarezza ciò da cui non siamo ancora capaci di distaccarci senza renderci conto che è proprio questo strano modo di rapportarci alle emozioni che ci fa vedere la vita in maniera diversa e solo quando concepiremo la paura in modo diverso potremmo ritornare a sognare.
Ci sono persone che lottano disperatamente con tutte le forze per realizzare i propri sogni, altri che preferiscono tenerli chiusi in un cassetto sperando un giorno di aprirlo e vederli realizzati. Tutti noi viviamo di sogni, e se ci pensi, noi stessi siamo un sogno in prestito alla vita.
Viaggiamo sul sentiero dei desideri sforzandoci di raggiungere il nostro mondo segreto. Nel frattempo la vita scorre e quando ti fermi per riflettere vedi sul tuo volto i segni del tempo. Solo allora potremmo onestamente trarre un bilancio e capire i nostri limiti.
A tanti non mancherà quello che non hanno avuto o conosciuto ma solo quello che hanno toccato per mano, altri invece saranno soddisfatti di aver vissuto una vita piena senza rimorsi o pentimenti.
La vita è un viaggio zeppo di incontri con persone speciali che porteremo nel cuore come doni preziosi, altre ci avranno deluso. Altre ancora avranno condiviso con noi avventure indimenticabili.
Poi i ricordi dell'amore, quello vero corrisposto o no, vissuto o condiviso, oppure travagliato e destabilizzante ma forse, proprio per questo indelebile, scoprendo che la vita è mutevole e piena di cambiamenti esattamente come le stagioni.
Fidarsi del proprio cuore diventa indispensabile e spesso la voce del cuore fa a cazzotti con la voce degli uomini, perche lui ti parla adoperando la tua voce, gli altri si esprimono servendosi delle loro visioni.
Se ci si accorge di aver sbagliato non bisogna temere, c'è sempre tempo per recuperare, sbagliare è umano, correggersi è naturale. Si racconta che il nostro cuore può diventare forte laddove si è infranto.
La commedia della vita rimane affascinante e ci rende felici con poco anche quando la fantasia ci prende il sopravvento.
sabato 8 febbraio 2014
CECILIA MAFFEI A SOCHI 2014...QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTA'
Non esiste uno sportivo professionista che non sogni le Olimpiadi e perchè no, magari anche un podio.
Cecilia Maffei
Chissà se Cecilia sin da giovane accarezzava con la mente questo sogno mentre si allenava al Palazzetto del Ghiaccio di Pinzolo sotto lo sguardo di papà Fernando, pensando prima o poi di gareggiare sotto i Cinque Cerchi Olimpici. Chissà se sarà stato questo sogno a mantenere alto il livello di motivazione e a fargli compiere le scelte e i sacrifici che necessariamente la vita da atleta comporta.
Ma se i sogni muoiono all'alba, la realtà, zeppa di tenacia e convinzione, lubrifica la mente. Se in principio il sogno creativo che poco alla volta scuote ogni cellula del corpo e dell'animo ne è la benzina che ti porta a rivolgere ogni parte di te stesso verso l'obiettivo e che ti fa ripartire ogni volta e trasformare ogni delusione in slancio, allora il sogno può trasformarsi in realtà.
Solo in provincia si coltivano grandi malinconie, compreso il silenzio e la solitudine che diventano indispensabili per riuscire nello sport. Cecilia Maffei è nata a Pinzolo in Trentino e lì in provincia dove ha coltivato e temprato questo sogno è nata la sua tenacia e caparbietà che l'ha portata per la seconda volta alle Olimpiadi Invernali.
Cecilia da dieci anni è fra le migliori pattinatrici del mondo con alle spalle un palmares invidiabile, dopo le Olimpiadi di Torino ora fa parte della squadra azzurra femminile di Short track presente a Sochi.
Una lunga carriera sportiva zeppa di risultati positivi è come scalare le cime più alte del Brenta e raggiungere la vetta. Da lassù si ha una vista impareggiabile......
Cecilia realizzando tutto questo, senza saperlo, è diventata portatrice sana di esempio lungimirante, ricordandoci che ognuno sogna i sogni che si merita.
Grazie Cecilia e ....in bocca al lupo.
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