Ho avuto il privilegio
immenso di esaudire quasi tutti i miei sogni. Quegli stessi sogni che,
purtroppo, per la maggior parte delle persone rimangono chiusi in un cassetto e
restano, appunto, solo desideri irraggiungibili. Non è il mio caso. Questo
significa che è stato tutto facile o perfetto? Assolutamente no. Ho commesso
errori. Moltissimi. Le cose spesso non sono andate come desideravo. Eppure, non
rinnego nulla. Sono stati proprio quei passi falsi, quelle cadute e quelle
deviazioni a rendermi l'uomo che sono oggi: tosto, caparbio e resiliente. Gli
errori sono stati i miei migliori maestri.
Oggi però mi guardo attorno e provo una strana sensazione. Il mondo attuale non mi piace e il futuro mi appare decisamente nebuloso. Voglio evitare la solita, retorica litania del "ai miei tempi si stava meglio". Detesto i cliché. Ma ci sono fatti incontrovertibili con cui dobbiamo fare i conti. La verità è che, per molti versi, si stava davvero meglio. Abbiamo confuso il progresso tecnologico con l'evoluzione umana. Non sempre l'avanzamento scientifico o sociale va di pari passo con i nostri desideri più profondi, con il benessere reale o con la qualità delle relazioni umane. Basta osservare cosa accade oggi in ogni campo: dalla comunicazione alla politica, dal lavoro alla quotidianità. Non sono i nostri passi a essere sbagliati. Vedo crescere nelle persone, specialmente in quelle della mia generazione, una forte frustrazione. È l'affanno di chi sente di non riuscire a stare al passo con i tempi.
Ma dopo aver riflettuto a lungo, sono arrivato a una
conclusione che voglio condividere con forza: sono i tempi a essere sbagliati,
non i nostri passi. Non dobbiamo sentirci inadeguati se rifiutiamo la frenesia
vuota, la superficialità dei rapporti usa e getta o la freddezza di un mondo
digitalizzato che dimentica l'umanità. Rimanere ancorati a certi valori, oltre al rispetto, in qualsiasi relazione sana possiamo legittimamente pretendere la reciprocità, l'onestà e la responsabilità delle proprie azioni.
Pretendere questo, non significa essere superati.
Significa essere custodi di qualcosa che il mondo sta pericolosamente smarrendo.
Personalmente ho vissuto la vita a modo mio, pagandone i prezzi e godendone i
frutti. Ho realizzato i miei sogni quando il mondo permetteva ancora di sognare
in grande. E anche oggi, in questo scenario così confuso, scelgo di camminare
con il mio passo. Forse fuori tempo, ma ancora con dei sogni nel cassetto.
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Vedo tanta saggezza in queste tue riflessioni. Tanti dei miei passi li ho condivisi con te...e rimangono nel mio cuore. Silvia
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