mercoledì 17 giugno 2026

I TEMPI SBAGLIATI E I PASSI GIUSTI...

                                                                            


Mi reputo un uomo fortunatissimo. Ho sempre fatto quello che mi passava per la testa. Ho vissuto senza freni nel lavoro, nelle relazioni e, nel bene e nel male, anche in amore. Oggi, vista l'età, guardo indietro e posso dirlo chiaramente: il bilancio della mia vita è positivo. Se qualcuno, quando ero un ragazzo, mi avesse predetto la mia vita esattamente così come è stata, mai e poi mai ci avrei creduto. È andata oltre ogni immaginazione.
Ho avuto il privilegio immenso di esaudire quasi tutti i miei sogni. Quegli stessi sogni che, purtroppo, per la maggior parte delle persone rimangono chiusi in un cassetto e restano, appunto, solo desideri irraggiungibili. Non è il mio caso. Questo significa che è stato tutto facile o perfetto? Assolutamente no. Ho commesso errori. Moltissimi. Le cose spesso non sono andate come desideravo. Eppure, non rinnego nulla. Sono stati proprio quei passi falsi, quelle cadute e quelle deviazioni a rendermi l'uomo che sono oggi: tosto, caparbio e resiliente. Gli errori sono stati i miei migliori maestri. 

                                                                             
Oggi però mi guardo attorno e provo una strana sensazione. Il mondo attuale non mi piace e il futuro mi appare decisamente nebuloso. Voglio evitare la solita, retorica litania del "ai miei tempi si stava meglio". Detesto i cliché. Ma ci sono fatti incontrovertibili con cui dobbiamo fare i conti. La verità è che, per molti versi, si stava davvero meglio. Abbiamo confuso il progresso tecnologico con l'evoluzione umana. Non sempre l'avanzamento scientifico o sociale va di pari passo con i nostri desideri più profondi, con il benessere reale o con la qualità delle relazioni umane. Basta osservare cosa accade oggi in ogni campo: dalla comunicazione alla politica, dal lavoro alla quotidianità. Non sono i nostri passi a essere sbagliati. Vedo crescere nelle persone, specialmente in quelle della mia generazione, una forte frustrazione. È l'affanno di chi sente di non riuscire a stare al passo con i tempi.
Ma dopo aver riflettuto a lungo, sono arrivato a una conclusione che voglio condividere con forza: sono i tempi a essere sbagliati, non i nostri passi. Non dobbiamo sentirci inadeguati se rifiutiamo la frenesia vuota, la superficialità dei rapporti usa e getta o la freddezza di un mondo digitalizzato che dimentica l'umanità. Rimanere ancorati a certi valori, oltre al rispetto, in qualsiasi relazione sana possiamo legittimamente  pretendere la reciprocità, l'onestà e la responsabilità delle proprie azioni.
Pretendere questo, non significa essere superati. Significa essere custodi di qualcosa che il mondo sta pericolosamente smarrendo.

                                                                              


Personalmente ho vissuto la vita a modo mio, pagandone i prezzi e godendone i frutti. Ho realizzato i miei sogni quando il mondo permetteva ancora di sognare in grande. E anche oggi, in questo scenario così confuso, scelgo di camminare con il mio passo. Forse fuori tempo, ma ancora con dei sogni nel cassetto.

1 commento:

  1. Vedo tanta saggezza in queste tue riflessioni. Tanti dei miei passi li ho condivisi con te...e rimangono nel mio cuore. Silvia

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