Ovviamente è un mio personale giudizio. Guardatevi intorno quando camminate per strada o quando sfogliate i social. Cosa vedete? La sensazione visiva è forte, quasi destabilizzante. Vediamo oggi persone di ambo i sessi, soprattutto giovani donne e uomini, letteralmente zeppi di tatuaggi. Macchie d'inchiostro che coprono il collo, le gambe, le braccia, la schiena. Abiti speculari, acconciature identiche, atteggiamenti fotocopiati. Un look totalizzante che vorrebbe gridare "separazione", "trasgressione", persino "volgarità mirata" per stupire, ma che ottiene un risultato opposto. Oggi sono tutti disperatamente uguali a tantissime altre persone. A me, sinceramente, tutto questo fa sorridere. Ma fa anche riflettere su una tristezza infinita.
Il paradosso dei robot in serie
L’idea che allinearsi alla moda del momento sia una scorciatoia per esprimersi è il più grande inganno dei nostri tempi. Questa corsa all’estetica di tendenza porta solo a grandi delusioni. Pensiamo di liberarci dai vecchi schemi e finiamo per infilarci in una nuova gabbia. Ci si vuole mostrare alternativi, ma si finisce per diventare robot in serie. Uno dei centomila. Una catena di montaggio dell’apparenza in cui l’unicità viene sacrificata sull'altare dell'approvazione di massa. Il grande errore di questa generazione è l'emulazione cieca. I giovani guardano le star e le copiano, dimenticando un dettaglio fondamentale: le celebrità esibiscono l'eccesso per lavoro. Per loro l’esagerazione è marketing, è business, è la necessità assoluta di apparire e stupire un pubblico per vendere un prodotto.
Portare quell'eccesso nella vita reale, pensando che definisca chi siamo, è un'illusione vuota. Diciamolo con franchezza: copiare è semplicemente riconoscere i limiti della propria personalità. Significa gridare al mondo che non si ha abbastanza inventiva, o abbastanza coraggio per scavare dentro di sé e capire cosa ci piace davvero. La moda più consona, quella vera, deve fare tutto un altro percorso. Deve rispecchiare la tua personalità, il tuo gusto personale, la tua intima logica di eleganza.
Oppure, molto più semplicemente, deve darti la libertà di vestirti come ti pare, senza che nessuno ti debba concedere il permesso. Il proprio look è un fatto privato. Non deve essere una richiesta di attenzione, né il disperato bisogno di appartenere a un gregge.
La vera trasgressione, oggi, non è coprire ogni centimetro di pelle con un tatuaggio uguale a quello di altri mille individui. La vera trasgressione è avere il coraggio di essere se stessi.
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