Il 20 agosto rimarrà sempre un giorno triste per me, legato a un fatto che mi è impossibile dimenticare.
D'estate, come spesso capitava, mi trovavo all'epoca a Sant' Antonio di Mavignola, ospite in una baita di amici di vecchia data. Ricordo quel pomeriggio come fosse ora, verso le h.14 ero sul patio, con lo sguardo perso ad ammirare le stupende Dolomiti di Brenta e le loro vette. tra cui il "Campanil Alto". Più tardi, verso il tardo pomeriggio, raggiungemmo Madonna di Campiglio per un aperitivo. Fu in quel momento che appresi la notizia dell'improvvisa morte di Ermanno Salvaterra. Nelle stesse ore in cui si compiva il suo tragico destino, io ero lì a guardare le sue montagne,
Ermanno era caduto nel primo pomeriggio sulla via Hartmann/Ktauss, sulla cresta 0ccidentale del Campanil Alto.
Ermanno era, senza ombra di dubbio, una delle persone che ho stimato di più nella mia vita. Eravamo cresciuti insieme. Anche se a poco più che vent'anni avevo lasciato il paese per trasferirmi a Milano e iniziare la mia nuova vita, pochi lo sanno, ma con lui avevo sempre mantenuto i contatti. Negli anni lui era diventato il famoso alpinista che tutti conoscevano, "L'uomo del Torre", ma il successo non lo aveva cambiato.
Ogni volta che mi succedeva qualcosa di importante, come la presentazione di un mio libro o l'esordio di un nuovo programma televisivo, Ermanno era sempre il primo a farmi i complimenti. Custodisco ancora sul mio cellulare le sue frasi affettuose e sincere, come fossero reliquie. Ci si vedeva raramente, ma la distanza non toglieva nulla all'autenticità del nostro rapporto.
Ermanno era un uomo con un cuore grandissimo. Amava incondizionatamente le sue montagne, gli animali e la sua famiglia, ed era sempre pronto ad aiutare il prossimo. Non dimenticherò mai quando mi chiese una mano per far conoscere pubblicamente una bravissima ragazza siciliana, non vedente, che voleva cantare avendo una voce stupenda.
O quando mi raccontò di "Mirtillo" un piccolo capriolo con una zampa amputata che aveva in casa assieme ad altre fortunate bestiole. Ecco, alcuni dei tanti esempi di chi era Ermanno, lui era questa persona. Un gigante d'umanità che la roccia ci ha portato via troppo presto.
Ci sono persone che passano nella nostra vita e lasciano un segno effimero, e poi ci sono persone come Ermanno, capaci di lasciare tracce indelebili nel cuore di chi ha avuto la fortuna immensa di conoscerlo. Il suo ricordo resterà per sempre indissolubile nel mio.

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