Redazionale di Ettore Vicedomini
C'è stato un momento preciso, a cavallo tra gli anni '70 e '80, in cui l'Italia intera ballava al ritmo dettato da pochi, pochissimi visionari della notte. Se dici "manager dello spettacolo" pensi ai contratti, alle percentuali, agli uffici milanesi. Ma per raccontare la vera essenza di Lello Liguori e Rody Mirri, bisogna spegnere le luci d'ufficio e accendere i riflettori della Milano da bere, dei tramonti di Santa Margherita Ligure e delle nevi esclusive di Madonna di Campiglio. Una vita che non è stata solo una carriera, ma un'avventura da copertina, guidata da un gusto innato per la bella vita, i viaggi e, soprattutto, un'attrazione magnetica per le donne più belle e desiderate del pianeta.
Il Triangolo d'Oro del Divertimento:
Per capire la portata dei personaggi, basta guardare la mappa del divertimento d'élite di quegli anni. Rody Mirri, in una storica e fortissima alleanza con il leggendario Lello Liguori il patron indiscusso delle notti milanesi e della riviera, si ritrova a gestire l'impero dei locali più esclusivi dell'epoca.
L'asse si muoveva con le stagioni:
Milano: Il quartier generale d'inverno, dove la "Milano da bere" prendeva forma tra i privé dei club più alla moda e ritrovi notturni iconici come il Brera Bridge Club, crocevia di stilisti, modelle e rampolli della finanza o il mitico Studio 54.
Santa Margherita Ligure: Con il Covo di Nord-Est, una perla incastonata nella roccia dove la Dolce Vita si trasferiva nei mesi estivi. Lì, tra un cocktail e l'altro. Liguori e Mirri ospitavano il jet set internazionale: da Brigitte Bardot a Frank Sinatra e Donna Summer, fino alle icone di casa nostra Walter Chiari, Franco Califano, Beppe Grillo, Riccardo Cocciante.
Madonna di Campiglio: Il rifugio invernale d'eccellenza, dove la "Milano bene" andava a farsi vedere. È qui che Mirri grazie a Lello Liguori, gestisce il Green Club, trasformando le vette innevate nel prolungamento naturale delle notti folli della riviera.
Vita da Copertina: Amici, Donne e Splendore
Nel privato diverse le vite. La quotidianità di Rody Mirri in quegli anni somigliava alla sceneggiatura di un film. Compagno di scorribande e grandissimo amico di Franco Califano (conosciuto proprio al Covo nel 1977), Mirri condivideva con il "Califfo" la stessa identica filosofia: una generosità fuori dal comune, l'amore per il rischio e un debole per il fascino femminile. Il vero motore della sua avventura terrena sono sempre state loro: le donne. Modelle internazionali, dive della televisione nascente, bellezze mozzafiato che affollavano le sue serate. Più che un gestore, Mirri era un cicerone della notte che sapeva conquistare e farsi amare. Negli anni successivi, questo legame indissolubile con la bellezza lo porterà a inventare format legati alla moda, portando in passerella contemporaneamente fino a 100 tra le indossatrici più famose del mondo. Le cronache rosa dell'epoca lo dipingono come un uomo capace di grandi passioni, viaggi improvvisi verso mete esotiche e una predisposizione naturale a circondarsi di splendore. Liguori aveva altre passioni. Giocatore di Gin Rummy e fedele compagno dell'attrice Giuny Marchesi con qualche amicizia discutibile che gravitavano nel mondo della notte.
L'Ultimo Tramonto di un'Era Unica
Oggi, le luci del Covo di Nord-Est o del Green Club chiuso definitivamente, illuminano una realtà profondamente diversa. Quel mondo fatto di intuito, strette di mano al bancone del bar e autentico sfarzo artigianale è scivolato via, sostituito da un presente che non sempre è cambiato in meglio. Dove un tempo c'erano i veri "padroni di casa" come Rody Mirri e Lello Liguori, personaggi capaci di creare un'atmosfera unica solo con la propria presenza e il proprio carisma, oggi troviamo freddi algoritmi, uffici di P.R. strutturati e una schiera di influencer concentrati sul raggio d'azione di una telecamera. La magia di una notte esclusiva non si misura più sull'emozione del momento o sulla caratura delle dive presenti in sala, ma sul numero di visualizzazioni di una storia o sulla pianificazione marketing di un evento. I locali alla moda sono diventati palcoscenici standardizzati per selfie tutti uguali, lasciandoci addosso la certezza che quell'audace, bellissima e sconsiderata epopea degli anni '70 e '80 sia stata l'ultima vera stagione della libertà e del divertimento. Un'era irripetibile, proprio come gli uomini che l'hanno inventata.
(Ettore Vicedomini)


Bellissimo articolo. Vero specchio di anni irripetibili. Bravo Vicedomini. Un "anziano" dell'epoca..
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