Oggi la televisione italiana sembra viaggiare con il pilota automatico, replicando all'infinito reality show dalle storie fotocopiate o concentrandosi su eventi spot di poche serate. Da ex Direttore artistico e Responsabile Location all'epoca Fininvest, mi chiedo spesso: dove sono finite le monumentali produzioni itineranti degli anni '90?
Lavorare nei programmi che duravano mesi e spostavano intere carovane di professionisti era un'impresa titanica, ma capace di regalare una magia visiva e un coinvolgimento di pubblico oggi impensabili.
L'inverno d'oro di "Bellezze sulla neve" (1990)
Il mio viaggio in queste mastodontiche produzioni di Canale 5 ha toccato vette altissime, sia in termini di ascolti che di altitudine.
- Madonna di Campiglio: Un set spettacolare guidato dalla conduzione iconica e affiatata di Lorella Cuccarini e Marco Columbro. Gestire la logistica in mezzo alla neve richiedeva una precisione millimetrica. Basta ricordare la professionalità di Lorella Cuccarini, l'accompagnai personalmente alle sette del mattino per un mese intero da Madonna di Campiglio a Pinzolo per prendere lezioni di pattinaggio. Presentare un programma indossando i pattini richiedeva equilibrio e abilità e lei non lasciava niente al caso.
- Bellezze sulla neve (1991)Bormio: La carovana si è poi spostata in Valtellina, questa volta con l'ironia di Claudio Lippi e la carica di Sabrina Salerno. Due coppie di conduttori diverse, ma la stessa incredibile risposta del pubblico.
- L'estate ruggente di "Bellezze al bagno" Estate (1991)L'inverno successivo il successo si è trasferito dalle piste da sci alle piscine più famose d'Italia per la versione estiva del format.
- L'Acquafan di Riccione: Nell'estate del 1991 abbiamo letteralmente occupato il tempio del divertimento romagnolo.
- I conduttori: Al timone c'erano nuovamente Claudio Lippi, affiancato da Sabina Stilo. Mesi di riprese sotto il sole, giochi acquatici complessi da allestire e una macchina organizzativa che non si fermava mai. Perché la TV non rischia più?
- Oggi i palinsesti televisivi preferiscono andare sul sicuro. Si spendono budget enormi per i soliti e noti programmi (come il Grande Fratello o L'Isola dei Famosi) che si trascinano per mesi all'interno dello stesso statico studio o della stessa spiaggia, proponendo dinamiche umane che sembrano fotocopie di se stesse.Manca il coraggio di investire sul territorio, di creare show che valorizzino le località turistiche italiane e che offrano vero varietà, fatto di giochi, spettacolo e imprevisti logistici. Le "grandi produzioni" di una volta erano una scuola di vita e di televisione che, purtroppo, sembra essersi estinta.

Oggi le grandi produzioni vengono decise dagli sponsor, ecco perche siamo schiavi volutamente da un sistema che non crea idee e novità ma una fotocopia di quello che abbiamo già visto. M. Siligo
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